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113 migranti aggrappati a una speranza e l'odio più gelido del mare

“Ci mancavano anche questi”
“Armiamoci e partite”
“Tutti a casa vostra e a spese vostre, speriamo”
“Mandateli di nuovo in Libia, il clima è migliore” *

Sabato, dopo cinque lunghi giorni di peregrinazione, sono sbarcati a Ravenna i 113 migranti tratti in salvo nella notte tra lunedì e martedì dalla nave Ocean Viking della ong Sos Mediterranee. I migranti sono stati recuperati al largo della costa nordafricana. Viaggiavano su un gommone nero sovraccarico nell’oscurità totale. Tra queste persone in fuga dalla loro casa, che hanno trascorso il giorno di Natale in un viaggio disumano in mezzo al mare gelido, ci sono anche 34 minori senza genitori, 13 bambini accompagnati, una donna incinta e due neonati (il più piccolo ha meno di tre settimane di vita). “Questa è la quarta volta che provo a fuggire dalla Libia – racconta Ibrahim, 30enne a bordo della Ocean Viking -. Due volte io e mio fratello minore siamo stati intercettati dalle autorità libiche e inviati direttamente nei centri di detenzione. La terza volta, il 23 aprile 2022, la nostra barca si è capovolta. Mio fratello e altri 16 sono annegati”.

In un primo momento l’Italian Rescue Coordination Centre aveva assegnato alla nave il porto di La Spezia come destinazione per lo sbarco; un porto di per sè già molto distante dalla costa africana. Poche ore dopo, però, la nave è stata dirottata ancora più lontana: il porto di Ravenna, a 900 miglia nautiche di distanza, ovvero quattro lunghi giorni di navigazione.

Per Ravenna l’arrivo dei migranti al porto è una novità assoluta, tanto che la macchina della solidarietà ha dovuto muoversi velocissima per riuscire a organizzare un’accoglienza umana e professionale. Nessuno, ha spiegato il sindaco Michele de Pascale, è mai stato allertato della possibilità dell’utilizzo dello scalo ravennate per l’accoglienza di navi di migranti. Nonostante questo, il primo cittadino ravennate – che nel 2018 aprì il porto della sua città dopo che il vicepremier Matteo Salvini aveva bloccato l’accoglienza della nave Aquarius con a bordo oltre 600 migranti – ha nuovamente confermato il ruolo di Ravenna come città accogliente e porto sicuro, allargando le braccia ai 113 migranti in arrivo.

Tanti ravennati hanno dato la loro disponibilità ad aiutare nei soccorsi, ad esempio portando cibo e coperte alla Caritas che si è impegnata nell’accoglienza dei migranti. Tanti altri, invece, hanno dato sfogo al loro risentimento sui social. E alcuni commenti fanno accapponare la pelle.

“Basta con sti barcon”.
“Uno come minimo scappa lungo la spiaggia e me lo trovo in casa”
“Il viaggio è ancora lungo, potremo essere anche fortunati…”
“Affondassero tutte queste navi”
“Dei fug (dategli fuoco, ndr)” *

Attenzione: non è questione di essere a favore o contro gli sbarchi. Si può essere contrari anche senza augurare a questi esseri umani di annegare. Per fortuna, però, a fare da contraltare a questi commenti ce ne sono tanti altri di ravennati che hanno provato a mettersi nei panni di queste 113 persone disperate che nel giorno di Natale, mentre noi festeggiavamo nelle nostre case, non hanno avuto altra scelta che quella di buttarsi in mare aggrappati a una speranza: quella di una vita migliore per loro e per i loro figli.

“Spiace leggere questi commenti, nessuno ha scelto dove nascere e tutti cerchiamo una vita migliore”
“Mi auguro riescano ad arrivare in buone condizioni e che sia offerta da subito una sistemazione dignitosa”
“Siamo fortunati a essere nati in questo lato del mondo”
“Dall’alto la terra non ha linee di confine. Figurarsi il mare. Benarrivati fratelli” *

* I commenti sono tutti tratti dalla pagina Facebook di RavennaToday

113 migranti aggrappati a una speranza e l’odio più gelido del mare

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