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A Milano si scia nel cortile della scuola. “Quest’anno è la nostra montagna”



Piumino, guanti, cappello e zaino, ma anche calzettoni pesanti, scarponi e sci. È l’equipaggiamento con cui si sono presentati a scuola a Milano gli allievi della quinta elementare della Bilingual European School, scuola paritaria bilingue in via Val Cismon a Niguarda, dal momento che delle quattro ore di lezione in italiano previste per il venerdì mattina due le hanno trascorse sciando nel cortile della scuola, grazie al progetto Ski in the city. L’inaugurazione della pista, lunga 30 metri e larga 10, è l’evento di giornata e chi è chiamato a testarla non nasconde l’emozione.

«È la prima volta che scio in città, è tutto un po’ diverso. Non ho paura, anzi, sembra divertente», dice Penelope, 10 anni, dopo aver allacciato gli scarponi azzurri. «Li ho portati da casa (ma è possibile riceverli sul posto, ndr) insieme agli sci», commenta la bambina, mentre osserva con attenzione la pista: «Ho imparato a sciare a tre anni, ma non l’ho mai fatto senza la neve». Il manto sintetico ideato da Neveplast, azienda bergamasca leader mondiale nella realizzazione di piste da sci, infatti, alla vista non ricorda la neve e prima di testarlo i dubbi dei piccoli sciatori non sono pochi: «Sembra più simile al ghiaccio» azzarda Emma, dietro la mascherina viola. Basta qualche discesa, però, a far cambiare le opinioni. «È super divertente — esclama Ginevra — si scivola benissimo». Per lei, che scia dall’età di quattro anni, la discesa nel cortile della scuola è la prima della stagione: «Quest’anno non siamo potuti ancora andare in montagna, sono emozionatissima». E l’esperienza è entusiasmante, anche per il tifo da stadio dei compagni disposti intorno all’impianto, che in attesa dell’arrivo dell’ex campione di sci Giorgio Rocca, sostengono con tanto di cori le prime (timide) discese.

Lo sci a scuola non resterà un’esperienza isolata: la pista sarà nel cortile fino a primavera e tutte le classi la useranno due volte al mese in spazi da due ore. «L’obiettivo è offrire agli studenti l’opportunità di fare sport anche in un momento in cui, a causa della pandemia, è complesso — spiega Mauro Spicci, direttore della scuola — . Lo sport per noi ha un ruolo centrale: gli studenti in fase di crescita hanno bisogno di movimento anche per stimolare l’apprendimento».

E i benefici sono tali che la pista non sarà ad uso esclusivo degli allievi, ma anche di altri ragazzi oggi e sabato prossimo, dalle 9 alle 13, e venerdì 19 dalle 14 alle 16. Ad attenderli ci saranno i maestri di sci, che accompagnano i bambini in ogni lezione. Come Claudia Lavia, 28 anni, abituata a lavorare sull’Aprica, in provincia di Sondrio: «Sicuramente è un contesto fuori dal comune per sciare, è strano vedere un panorama di edifici e palazzi — racconta — , ma è una bella occasione per lo sci in città».

Ne è convinto anche Giorgio Rocca, accolto da bambini festanti armati di fogli e diari per gli autografi: «Oggi il 70 per cento dei ragazzi non può andare in montagna per motivi economici o familiari, portare lo sci in città è l’occasione migliore per permettergli di avvicinarsi a questo sport». A maggior ragione considerando che nel 2026 Milano, insieme a Cortina, ospiterà le Olimpiadi invernali. «Dopo i Giochi in Cina del 2022, Milano sarà la capitale dello sport. Fare a scuola questo tipo di attività potrebbe far conoscere ai ragazzi cos’è il mondo neve», aggiunge il campione. Che poi alza il tiro: «Proporrò al sindaco Sala di montare una pista simile ma più grande in un luogo pubblico, magari a ottobre o novembre, in modo che tutti possano sciare, o imparare a farlo, a Milano: sono sicur

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