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A Monaco, una villa progettata da David Chipperfield trova nuova vita

L’architettura di David Chipperfield e l’interior design di Robert Stephan si sposano in una dimora a Monaco.

Così va la vita. Raramente scorre dritta, e non sempre tiene conto di ciò che, in un modo o nell’altro, ci eravamo immaginati. E questo a un interior designer pone sfide specifiche: unire arte e vita; creare luoghi che diano letteralmente spazio alla vita – e che la arricchiscano, sì, ma mantenendola semplice. Altrimenti, avremmo soltanto Wunderkammer silenti, magari belle da ammirare, ma come congelate.

«Collaborare con lo studio di Chipperfield non è cosa da tutti i giorni», dice l’interior designer Robert Stephan. Ma uno come lui non si lascia impressionare, anzi. Il suo incarico: far incontrare l’imponente architettura del progettista, il suo gioco virtuoso con la luce che qua penetra attraverso vetrate a tutt’altezza e là attraverso enormi lucernari, con ambienti armoniosi, consoni alla vita quotidiana, ma che continuino a stupire giorno dopo giorno. «Ci siamo approcciati all’architettura di David Chipperfield», racconta Stephan, «con grande rispetto, ma senza deferenza. È stata semplicemente una collaborazione meravigliosa e molto proficua». 

La terrazza con tavolo e sedie disegnate da Richard Schultz nel 1966 (Knoll Int). La compenetrazione di interno ed esterno ha un ruolo centrale nel progetto di Chipperfield: i pilastri sottili formano una sorta di “camera di transizione” tra salotto e giardino.Foto Daniel Schäfer. Styling Erika Gómez

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