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Addio a Gianluca Vialli in tutti gli stadi, Roberto Mancini: «Perdo un fratello»

Non è una domenica come le altre, non è un fine settimana di campionato come gli altri. Non è solo un minuto di silenzio e un vero e sentito ricordo di Gianluca Vialli quello degli stadi italiani. In attesa della Sampdoria che gioca alle 18 a Marassi contro il Napoli è già arrivato l’omaggio della Juventus, scesa in campo sabato, attraverso le parole di Gianluca Pessotto.

L’ex giocatore e compagno di squadra di Gianluca Vialli, ora dirigente bianconero, scende in campo e legge un messaggio che è di tutti per il capitano dell’ultima vittoria europea della Juve, la Champions del 1996. «Siamo sicuri che stasera sei qui, da qualche parte, in mezzo a noi, siamo venuti in tanti per farti sapere che non ti dimenticheremo mai e non smetteremo mai di volerti bene come dal primo minuto. Sei stato una guida, compagno di spogliatoio e vittorie, capitano, amico. Nessuno potrò scordare la tua ironia, la classe e il carisma, oltre alla tenacia. E nessuno scorderà le emozioni che hai regalato con giocate e gol. Ci mancheranno i tuoi sorrisi, siamo qui insieme allo stadio pronti ad abbracciarti come siamo stati pronti ad esultare alle tue prodezze. Ciao capitano, fai buon viaggio. Ti vogliamo bene».

Non sono le uniche parole. Sono altrettanto commosse e forti quelle di Roberto Mancini arrivate attraverso un messaggio video della Federcalcio. «È una grande perdita per me, per la sua famiglia e per tutto il calcio italiano. È un momento difficile. Abbiamo vissuto quasi tutta la nostra vita insieme: c’era un legame stretto, come quello tra due fratelli, a un certo punto calcisticamente ci siamo divisi, ma quando si è amici lo si è per sempre: Luca per me era questo. Il nostro rapporto è sempre stato di grande rispetto, amore e amicizia».

«Perdo un fratello, ho sperato fino all’ultimo nel miracolo», ha detto il commissario tecnico della Nazionale raccontando anche dell’ultimo incontro appena una decina di giorni fa. «Speravo che accadesse qualcosa, speravo in un miracolo. Ci siamo visti, abbiamo parlato, abbiamo scherzato: era sempre di buon umore come al solito. Mi ha fatto piacere vederlo così in quel momento. Luca era un ragazzo gioioso, sempre allegro, poche volte l’ho visto arrabbiato. A lui farebbe piacere essere ricordato così, oltreché per essere stato un grande calciatore e un grande professionista».

Mancini ha ricordato il suo ruolo fondamentale da capo delegazione della Nazionale agli Europei del 2021. «Luca è stato bravo, ha fatto capire ai ragazzi, soprattutto ai più giovani, il valore della maglia della Nazionale e dove si poteva arrivare. È stata una persona di grande valore per noi: parlava ai ragazzi e a loro piaceva ascoltarlo. Erano momenti belli e importanti. Mi ha anche chiesto come fosse andato lo stage di dicembre con i giovani della Nazionale. E ora proprio con la Nazionale porteremo avanti il suo pensiero».

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