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– Al parco Robinson il primo centro estivo di Legnano, 50 anni dopo si chiede di fare rivivere l’area verde – Legnano – Varese News

Tanti ricordi nella serata che ha aperto i festeggiamenti per i 50 anni del parco Robinson del quartiere Canazza con uno spettacolo-concerto dedicato a Jannacci

Parco Robinson

La città di Legnano ha festeggiato i 50 anni del parco Robinson del quartiere Canazza con uno spettacolo-concerto dedicato a Jannacci che ha dato il via alla rassegna musicale de “I Giovedì del Robinson”.

Una serata amarcord che ha permesso a tante persone di tornare indietro nel tempo e di ricordare gli anni in cui il quartiere si è movimentato per fare nascere il polmone verde, fermando anche il progetto di un campo da baseball, che oggi si chiede di fare tornare a vivere e animare.

Sul palco, in apertura dell’evento, sono saliti il sindaco Lorenzo Radice, l’assessore Guido Bragato e alcuni protagonisti della nascita del campo Robinson, nato nel 1970 come “centro estivo”, «allora un’idea ricreativa e innovativa per i bambini e i ragazzi del quartiere». Lo aveva organizzato il comune «con una semplice recinzione, una fontanella e servizi igienici e per molti ragazzi, le cui famiglie non potevano permettersi di andare in vacanza, era diventato anche un modo per andare finalmente in vacanza».

«In pochi ricordano che negli anni ’70 il parco Robinson ospitò il primo “centro estivo” comunale – spiega il presidente della consulta Oltresempione, Enzo Tesoro – un progetto fortemente voluto all’epoca dal quartiere per dare un luogo di aggregazione a bambini e ragazzi: ci fu un bel movimento di partecipazione, la gente del rione si è molto adoperata per questo spazio verde. Adesso il centro estivo non viene più organizzato al parco Robinson e le frequentazioni sono sporadiche. Una delle segnalazioni che abbiamo ricevuto al gazebo della consulta la sera del concerto è proprio quella di attrezzare e fare rivivere il nostro parco».

Un intervento di riqualificazione del parco Robinson è inserito nel progetto del Comune  Scuola di fa Città  che ha ottenuto un finanziamento europeo di 15milioni di euro.

Di seguito il racconto di Rachele Clerici, residente in Canazza che racconta la sua esperienza al Campo Robinson:

Dopo gli anni ’60, in Italia si verificò un importante fenomeno migratorio dal sud verso il nord. Anche Legnano, ricca del suo patrimonio industriale con una grande offerta di posti di lavoro, ne fu investita. II Comune e i Servizi sociali, dei quali io ero assistente sociale, dovevano affrontare numerosi problemi derivanti dall’immigrazione, primo fra tutti quello della casa, delle famiglie (tutte numerose con 5 figli e più) e della legalità. Nel quartiere Canazza, con ampi campi coltivati, fu realizzato il Piano di Edilizia Popolare e cominciarono a sorgere i palazzoni i cui appartamenti vennero assegnati all’80% a famiglie del sud. Un quartiere di sole case, non c’erano scuole, chiesa, oratorio, negozi… Il problema dei minori diventò evidente e preoccupante durante le vacanze scolastiche. Frotte di minori gironzolavano per campi, nei boschetti, nei cantieri edili ancora aperti. Si manifestarono devianze e disagi che portarono bande di minori al Beccaria. I servizi sociali del Comune, decisero di offrire ai ragazzi un’esperienza di gioco, socializzante. Cosi nel 1971 si realizzò il Campo Robinson, ispirato alla metodologia del Comitato Italiano Gioco Infantile, molto diffuso in tutto il Piemonte. Fu un’esperienza innovativa, con approccio al gioco creativo, avventuroso – tipico dello spirito robinsoniano – sotto la guida di animatori preparati e con l’aiuto della parrocchia. I ragazzi della Canazza Bassa, il cuore storico della zona, inizialmente non vollero mischiarsi con i terroni” ma nel secondo anno l’integrazione avvenne facilmente. Il Campo Robinson fu un’esperienza Felice e socializzante non solo per i bambini ma soprattutto per le famiglie che, con grande generosità e sincera collaborazione, trasformarono il quartiere dormitorio in una comunità con una identità molto vivace. Si realizzò qualcosa di unico che rimane nella storia della Canazza ma soprattutto nella memoria e nel cuore di chi l’ha vissuta. Quel “campo di stoppie” degli anni ’50 è stato “L’isola verde del bambini”, così come la definirono i genitori di allora. Oggi è il Parco Robinson della nostra Canazza”.

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