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Al Tribunale il presidio per le vittime dell’uranio impoverito

Uno striscione davanti al tribunale di Brescia per ricordare che ancora oggi servono «verità e giustizia per tutte le vittime dell’uranio impoverito». Lo hanno appeso i manifestanti riuniti in presidio davanti all’aula di giustizia, dove oggi si celebrerà l’udienza contro il ministero della Difesa e dell’Aeronautica sulla morte del maresciallo Giovanni Luca Lepore, deceduto nel 2005 a causa di un tumore che pare collegato all’uranio impoverito dei proiettili utilizzati dalla Nato in territorio di guerra.

Questa la tesi secondo una Ctu dello stesso tribunale Bresciano. Davanti ai cancelli del tribunale è presente anche Emanuele Lepore, il fratello del maresciallo morto 16 anni fa. «La nostra famiglia – ha commentato – sta lottando per ottenere verità e giustizia da tempo». 

L’intervento dei manifestanti fuori dal Tribunale

L’uranio impoverito è costituito dagli scarti derivanti dal procedimento di arricchimento dell’uranio, che viene molto utilizzato per fabbricare armi e munizioni. Essendo materiale radioattivo, se viene inalato può causare tumori. Secondo l’Osservatoio Nazionale Amianto, negli ultimi anni sono aumentati i casi di cancri legati all’esposizione a uranio impoverito, in particolare Linfoma di Hodgkin e leucemia. Si legge sul sito: «Esiste quindi nesso di causalità tra esposizione a uranio impoverito e insorgenza di malattie tumorali (malattie uranio impoverito), la cui dimostrazione si rende difficoltosa a causa della natura lungolatente delle patologie da uranio». 

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