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Allarme fallimenti tra i birrifici: stop produttivo per mancanza di CO2

Prima l’acqua minerale, ora la birra. La produzione di birra sta diminuendo anche in Italia a causa della mancanza di anidride carbonica. Assobirra denunciava la situazione già qualche mese fa. La mancanza di CO2 è un problema non da poco, che si somma agli aumenti di energia e gas che le imprese si trovano a dover sostenere in questo momento. Storia diversa, invece, per i laboratori artigianali. I più impiegano le bollicine che si creano nel processo di fermentazione.  

I segnali di allarme arrivano dalla Germania: molte produzioni di bevande temono ci sia la possibilità di avere un’impannata di fallimenti nel settore. “Sempre più società che operano nell’industria e che dipendono dalla disponibilità di anidride carbonica. Si stanno fermando o stanno riducendo la loro produzione, con conseguenze spesso drammatiche”. È quanto ha dichiarato al Financial Times Holger Eichele, dell’associazione tedesca dei birrifici.  Nel frattempo alcune importanti azienda stanno pensando di fermare le macchine. Già ad agosto c’era chi aveva fatto intendere un possibile stop della produzione per la mancanza di anidride carbonica.

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Manca la CO2 e i produttori di birra annunciano lo stop

In Italia però si registra una situazione differente. Diego Volpi ha infatti dichiarato che “Carlsberg Italia, al momento, non è stata particolarmente impattata dalla carenza di CO2. Sia grazie alla rete globale di Carlsberg che è coperta da forti partnership in grado di garantire la fornitura, sia grazie agli investimenti effettuati dall’azienda nel Birrificio Angelo Poretti a Induno Olona (Varese). Questi ci permettono di recuperare efficientemente la CO2 prodotta durante la fermentazione.”

Comunque sia, la carenza di anidride carbonica sta mettendo a dura prova l’intera industria alimentare. La CO2 non è impiegata solamente per creare o aumentare le bollicine nelle bevande, ma anche per abbattere velocemente la temperature del cibo. Il problema si concretizza ulteriormente se si considera che molte coltivazioni possono ricorrere all’impiego dell’anidride carbonica nella concimazione. Situazione critica, quindi, per tutto il settore. Così come i produttori di acqua minerale, si stanno fermando anche quelli di birra. Le conseguenze, oltre alle chiusure degli stabilimenti? Trovare la propria birra preferita o bevanda gassata al supermercato potrebbe diventare più difficile. E, se c’è, la troveremo sicuramente più cara.

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