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Amusement. Cosa ce ne facciamo delle belle parole quando i fatti continuano a mancare?

“In queste ultime settimane si sono susseguiti molti interventi di politici e del Direttore di ADM che auspicano un nuovo approccio e una nuova ridefinizione delle regole dei giochi di Stato”. Così Eugenio Bernardi, operatore nonchè esperto del settore dell’apparecchio da intrattenimento e di gaming commenta le ultime vicende relative alla regolamentazione degli apparecchi.

“Si potrebbe dire “finalmente l’hanno capita“, ma purtroppo secondo me non è così. Vorrei  essere ottimista, ma i fatti sembrano andare da un’altra parte.

Partiamo dal Decreto sulla nuova classificazione dei giochi senza vincita in denaro, i “comma 7 del 110 TULPS”, fulgido esempio di una miopia che dura e persiste fra politica e amministrazione , dove con la scusante di voler colpire i così detti “TOTEM” , vengono messi a regime autorizzativo e certificativo giochi innocui che assolutamente nulla hanno a che fare con gli altri, come apparecchi meccanici o elettromeccanici (calciobalilla, carambole , flipper , kiddie rides o dondolanti e freccette), concausa di voler anche sanare le così dette tickets redemption dimenticate da sempre e tollerate da oltre un decennio e ora in un limbo amletico almeno fino a fine anno.

Bene, anzi male, perché il gazzabuglio del decreto tecnico del maggio u.s. e la successiva determina del 1° giugno (oltre alla quasi inutile circolare esplicativa) hanno complicato se non fatto capire che la ormai asfittica offerta dell’amusement  delle sale giochi di puro intrattenimento e il restante intrattenimento alternativo (alle AWP o slot a vincita) offerto nei bar o circoli vari non avrà futuro.

Come ho ripetutamente esposto sin dallo scorso gennaio su questa testata i nostri politici, forse imbeccati male o forse imbeccati da qualcuno interessato ma parecchio ignorante, già nel lontano 2012 con la LEGGE 24 dicembre 2012 , n. 228 Art. 1 comma 475 provarono a fare un qualcosa che non portò a nulla nonostante un Decreto nato nel 2014 e notificato  2016/211/I, un tantino più semplice dell’attuale ma sempre contorto e mai emanato.

Ieri sono state pubblicate le linee guida per la verifica di conformità degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro: “Determinazione del direttore giochi di approvazione delle linee guida per le verifiche di conformità degli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 7 del T.U.L.P.S., per gli organismi di verifica” datata 28 luglio 2021.

Qualche incosciente “buontempone” sperava nelle omologhe così dette light (nessun accenno per ora) per calciobalilla, carambole, kiddie riders, flipper e freccette già in uso. D’altra parte chi sperava in costi contenuti per sanare il vecchio parco macchine ma anche le precedenti omologhe si dovrà ricredere o forse far la voce grossa minacciando il ricorso almeno contro la determina del 1° giugno u.s. e circolare susseguente, visto che i tempi per impugnare il Decreto del 18 maggio u.s. che comunque è sotto esame per eventuale procedura d’infrazione alla CE di Bruxelles.

Che altro dire se non che per sanare certi prodotti si sottomettono a certificazione giochi storici che con l’azzardo nulla hanno mai avuto a che fare, purtroppo però mi pare che si è approfittato per sanare alcune, e non poche, certificazioni date da ADM di comma 7/c non proprio ortodosse.

Per concludere direi che si traduce in una operazione tecnicamente dovuta ma poco utile se non si mette mano a una riforma di legge seria. Non siamo più all’inizio degli anni 2000, il mondo del gioco si è radicalmente trasformato, così come i giochi e i giocatori. Anche il legislatore ne deve prendere atto e non continuare a pensare al concetto di premialità castrato dal “modico valore”, specie quando si incentivano nuove prassi come la lotteria degli scontrini e non è certo certificando i calciobalilla o flipper e freccette che si eliminano i TOTEM, apparecchi a cui se i Monopoli di Stato di allora non avessero dato modo uscire sul mercato, forse sarebbe stato molto meglio. Ma si sa, col senno di poi è facile colpevolizzare un settore per colpa di qualche mela marcia.

Poi ci sono le associazioni, addirittura sei o sette che alla fine vogliono rappresentare interessi sul comma 7 e l’amusement che per alcune mai ci sono stati, e poi altre inventate di sana pianta che arrivano a dettare pseudo unioni che servono solo ad alcuni per sentirsi importanti, ma che alla fine appaiono molto ignare della materia.

Tanto dovevo e tanto ho scritto.

Eugenio Bernardi

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