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ANDREA DI MARCO. PEGNO – James Magazine

Palermo ricorda il pittore Andrea Di Marco (Palermo, 1970 – 2012), a dieci anni dalla prematura scomparsa, con la mostra “Pegno”, concepita, sin dal luogo e dall’allestimento, come un omaggio all’inconfondibile poetica figurativa dell’artista: nei grandi ambienti del Monte dei Pegni di Palazzo Branciforte, oggi sede della Fondazione Sicilia, sono infatti collocati circa trenta suoi dipinti anche di grandi dimensioni, accuratamente selezionati dai curatori Sergio Troisi e Alessandro Pinto, posti in un dialogo serrato con le scaffalature lignee che a perdita d’occhio percorrono le sale.

Andrea Di Marco, Apecasse L11 (2010). Olio su tela 45×60 cm

L’esposizione, visitabile dal 10 novembre 2022 all’8 gennaio 2023, è promossa dall’Archivio Andrea Di Marco e dalla Fondazione Sicilia, ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Palermo, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo e con il contributo di Elenk’Art e Galleria Bonelli.

Andrea Di Marco, S. T. (2010). Olio su tela, 60 x90 cm

Il titolo della mostra, “Pegno”, si riferisce non soltanto al luogo che la ospita, ma richiama anche la semplicità elusiva di molti titoli scelti da Di Marco per le sue opere (“Apecasse”, “Radar”, “Seduto”, “Steso”, solo per citarne alcune esposte). La memoria dei poveri oggetti consegnati in pegno si intreccia così con quella delle semplici cose dipinte da Di Marco, in bilico tra attesa e abbandono: sedie, poltrone, biciclette, giocattoli, ombrelloni, abiti, stoffe, ma anche saracinesche abbassate su strade deserte e motoape cariche di cassette.

Andrea Di Marco, Imperociclico (2009). Olio su tela, 145×185 cm

Tutti soggetti ricorrenti nella sua produzione, in una sorta di inventario fisico e mentale che la resa della materia pittorica carica di una fissità straniata e malinconica. Il sentimento del vuoto, implicito in questi paesaggi urbani privati, all’improvviso e come per incantesimo, del loro abituale movimento, viene reiterato nell’esposizione dalla trama ritmica e appena variata delle scaffalature.

Andrea Di Marco, Radar (2012). Olio su tela, 100×140 cm

In mostra sono raccolti i lavori più emblematici dell’autore, quelli popolati da oggetti abbandonati o in disuso, ma anche quelli che meglio rappresentano quel particolare realismo che ha portato Andrea Di Marco a essere sempre più identificato con Palermo e la Sicilia, mettendone in evidenza lo sguardo beffardo e allo stesso tempo malinconico.

Andrea Di Marco, Notturno (2011). Olio su tela, 80×140 cm

Con Alessandro Bazan, Francesco De Grandi e Fulvio Di Piazza, Andrea Di Marco aveva dato vita, tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del 2000, alla Scuola di Palermo, sodalizio che si era affermato sulla scena artistica italiana “in un momento – spiega il curatore Sergio Troisi – in cui la fase del ritorno alla pittura declinava in favore di un diverso orizzonte di proposte concettuali e di nuovi media, individuando un punto di convergenza e irradiazione dei quattro percorsi nell’idea stessa della pittura, della sua materia e della sua stratificata memoria, come luogo di esplorazione del sentimento contemporaneo”. Il severo rigore formale di Di Marco, in particolare, dava a ogni suo soggetto un’evidente concretezza, gli restituiva profondità e luminosità, ponendosi in continuità con la storia dell’arte e dell’umanità.

Pegno

10 novembre 2022/8 gennaio 2023

a cura di Troisi e Alessandro Pinto

Monte dei Pegni di Palazzo Branciforte

Largo Gae Aulenti, 2

Palermo

info

info@archivioandreadimarco.org

Cover: Andrea Di Marco, Steso (2011). Olio su tela, 170×140 cm

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