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Angelo Bissolotti: “L’amicizia con Gianni Mura tra uno stracotto e le gare di mnemonica”

“Scusi, ma parlare di Gianni a tavola è come parlare di Gianni, tout court”. Lo sa bene Angelo Bissolotti, titolare dell’Osteria del treno di via San Gregorio, fra i luoghi milanesi di Mura, che amava soprattutto il salone Liberty, anche per i richiami al movimento dei lavoratori della ferrovia che qui nacque. L’unico locale che Gianni recensì due volte sul Venerdì (la seconda fu l’ultima sua rubrica, a gennaio 2020).

Come diventaste amici?


“Nel 1989 avevo aperto da poco, e ospitai la presentazione della prima Guida alle osterie d’Italia di Slow Food. Un paio di giorni dopo mi trovai su Repubblica una pagina col titolo ‘Quando lo stracotto diventa cultura’. Lo invitai a bere un bicchiere e non ci lasciammo più”.

Si presentava spesso?


“Fino a quando i turni di serie A non vennero diluiti nel corso del weekend, cosa che lo portò a fare molto tardi la domenica. Fino ad allora sì, spesso, soprattutto la domenica sera. Magari la cucina era chiusa, ma lui si tuffava su formaggi e salumi, con grande curiosità per quel che non conosceva e una predilezione per la coppa. Tra i piatti caldi amava il risotto, la trippa e la cassoeula, tra gli antipasti le acciughe e i nervetti. Più i vini, con preferenza per quelli strutturati, Barolo, Barbaresco, ovviamente i sardi. Ma poi iniziava il bello”.

Ovvero?


“Le chiacchiere, a volte aveva con sé gente straordinaria come Bartali, Brera, Capello, Raboni, Capossela, con aneddoti, storie, racconti di vita oltre che di sport. E poi le partite a scopa, o le gare di mnemonica a chi ricordava ad esempio più calciatori che iniziavano con la S”.

Inutile dire chi vinceva.


“Lui, ovviamente. Ma vincevo anche io perché da quelle serate uscivo arricchito dentro, anche professionalmente se penso a quante storie di luoghi, di produttori di cibo e di vini conosceva”.

Ha eredi o si è perso lo stampino?


(pausa) “No, guardi, ho provato a pensarci, ma no. Gente brava e ferrata su cibo, vino, cultura, calcio, vita ce n’è. Ma uno che fosse tutto questo assieme come Gianni no, non ci sarà più”.

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