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Ardea “La mamma in ginocchio sui bambini pregava perché si salvassero”

Nel racconto dei testimoni della strage di Ardea, il dolore e lo strazio dei genitori di David e Daniel Fusinato, uccisi insieme a Salvatore Ranieri da Andrea Pignani. 

Un dolore straziante, indicibile. E’ un racconto terribile quello che un testimone della strage di Ardea, dove domenica mattina Andrea Pignani ha aperto il fuoco contro Salvatore Ranieri e contro i due fratellini David e Daniele Fusinato, uccidendoli: “La mamma in ginocchio sui bambini pregava perché si salvassero“, racconta Christian, presente sul luogo della strage pochi istanti dopo gli spari del trentaquattrenne, poi suicidatosi.

Ho sentito due spari, delle urla fortissime che chiedevano aiuto e il suono delle sirene di un’ambulanza, sono corso in quella direzione e ho visto i bimbi stesi a terra e di sfuggita l’anziano, sempre a terra, ferito alla testa“, ha raccontato Christian a Fanpage. “Il cuore mi si è fermato, devono esserci controlli più approfonditi. Sono senza parole, è difficile dimenticare. Quando sono arrivato c’erano la madre e il padre che hanno provato a rianimarli“. Il dolore dei genitori, racchiuso in un’immagine: “La mamma diceva ‘ce la fate, siete forti, non è successo niente“.

Sul posto, presente anche un’altra testimone: “Stavo a casa ho sentito gente urlare e sono andata a cercare mia figlia, che appena girato l’angolo ho visto che stava correndo verso di me con il fratellino più piccolo e diceva che c’erano stati spari“, racconta la donna. “Ha visto che arrivata questa persona si è scagliata contro un signore anziano che ha provato a fare da scudo ai bimbi, il comprensorio era pieno di ragazzini che giocavano. L’assassino è andato nella direzione di Daniel e David con la pistola in mano, mentre l’anziano si è messo in mezzo ed è morto. Uno shock psicologico per tutti“.

Una scena terribile, che testimonia il comportamento coraggioso di Salvatore Ranieri, morto nel tentativo di salvare i due bambini. L’uomo, 74 anni, lascia la moglie – Patrizia Caschera, 65 anni: “Salvatore adorava i bambini, si è messo in mezzo. Gli ha detto: ‘Cosa stai facendo?’. E quel ragazzo ha ammazzato pure lui“, racconta, disperata, la donna.

Intanto Ares 118 – l’azienda regionale che si occupa degli interventi per emergenze sanitarie – chiarisce che non vi è stato alcun ritardo nei soccorsi: alcuni testimoni avevano raccontato che le ambulanze fossero arrivate sul luogo della sparatoria a 15 – 20 minuti di distanza dalle telefonate. “Nessun ritardo, i soccorsi sono arrivati dopo 11 minuti. La prima telefonata di soccorso al 112 è delle ore 10:57,32, immediatamente è stata trasferita ai Carabinieri perché erano segnalati spari, e al 118“, fanno sapere da Ares. “Ci siamo allertati, inviando subito la prima ambulanza con medico a bordo, che è giunta sul posto esattamente dopo 11 minuti dalla telefonata. Successivamente, sono giunti anche gli altri mezzi di soccorso“.

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