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Artissima 2022: tutto quello che c’è da sapere sulla fiera di Torino (e non solo) in questa intervista al direttore Luigi Fassi

Cosa bisogna riscoprire del Novecento e del XX secolo?

«Esplorare la storia delle mostre che hanno segnato delle svolte per il corso della storia dell’arte; capire, quindi, il ruolo cardine dell’interazione (e della sinergia) tra artista, critico, curatore e contesto espositivo».

Un artista che vorresti vedere protagonista di una mostra in Italia?

«L’artista tedesco Martin Kippenberger. Ha vissuto anche in Italia, a Firenze. Andrebbe indagato meglio il suo rapporto con il capoluogo toscano e con la Penisola… per svariati motivi è rimasto ai margini, poco collezionato, lontano dal pubblico e dalle istituzioni italiane, senza trovare una lettura adeguata ed esaustiva del suo lavoro».

Axel Koschier, ohne Titel, 2022. Courtesy © Wonnerth Dejaco and the artist.

Cosa ti aspetti da questa edizione della fiera?

«Vorrei che nascessero tante storie che dalla fiera potranno dipanarsi nelle istituzioni dei curatori che verranno a visitare Artissima, magari completando la loro agenda con il lavoro di talenti non ancora conosciuti. Penso che anche i collezionisti più esigenti troveranno artisti per loro inediti; mentre gli appassionati troveranno ispirazioni e idee con molte positività e un pensiero innovativo scaturito dagli artisti che possa permanere nella nostra mente. In altre parole che la fiera posso continuare a vivere la sua natura effimera con una serie di atterraggi successivi, ovvero mostre ed eventi che potranno segnare il prossimo futuro».

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