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Atalanta, poker al Napoli. Gasperini attacca l’arbitro.

epa09028538 Atalanta’s Cristian Romero (C) celebrates with teammates Berat Djimsiti (L) and Robin Gosens (R) after scoring the 4-2 lead during the Italian Serie A soccer match between Atalanta BC and SSC Napoli in Bergamo, Italy, 21 February 2021. EPA/PAOLO MAGNI

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Tutto nella ripresa, ottimo antipasto dell’ottavo di Champions col Real Madrid per l’Atalanta, temporaneamente riacciuffata dal Napoli ma poi dilagante dopo essere rimasta priva dell’allenatore Gasperini, allontanato da Di Bello per proteste (26′). Attimi di paura nel finale per Victor Osimhen che dopo un contrasto con Romero ha battuto la testa cadendo a terra: il nigeriano è stato portato via in barella e trasportato in ospedale, ma fortunatamente aveva già ripreso conoscenza.

Nella terza sfida in 18 giorni dopo le semifinali di Coppa Italia succede di Gattuso rimedia la quinta sconfitta di fila in trasferta. Nel primo tempo il predominio territoriale dei nerazzurri non viene premiato dal gol. Il primo inserimento (14′) sul traversone di Maehle del trequartista che di lì a breve lamenterà una mano sulla spalla sfocia in una torre nel nulla, tre minuti dopo il caso da moviola sul filtrante di Muriel con Di Lorenzo a spazzare e il tecnico di casa a reclamare invano l’utilizzo del Var. Di Bello era vicino, niente tecnologia. Al 19′, sul secondo corner da destra, il tuttofare brianzolo strozza il sinistro di controbalzo, imitato nell’imprecisione da Gosens al 33′ in asse con De Roon, a rimorchio di Muriel, che funge da rifinitore oltre a battere i calci da fermo: il tedesco spara la botta dritta da centro area. A una decina dall’intervallo spunta la testa di Osimhen sulla punizione a rientrare di Politano, con Gollini ad alzare comunque senza affanno sopra la traversa. Zapata alla prima palla utile, servitagli da destra da Pessina, manca il controllo. Chiusa la prima frazione (44′) dal sinistro a giro alto di Maehle sulla ribattuta della difesa sul quarto corner, la seconda comincia con Di Lorenzo bruciato nell’uno contro uno dall’assistman del vantaggio Muriel che di sinistro chiama Zapata (6′). Insigne rileva Elmas nonostante i problemi alla schiena e nel finale (33′) torneranno anche Koulibaly e Ghoulam; Zielinski trova la girata volante (13′) dell’1-1 dal dischetto su palla di Politano con Toloi e Maehle in ritardo. Al 17′ Maksimovic devia in angolo a Pessina sullo scambio con Gosens, che rimette la freccia anticipando Di Lorenzo, sul tracciante di Zapata in combinazione con Muriel. E’ il 19′, Insigne si gira sul lancio basso di Fabian Ruiz trovando l’opposizione del portiere atalantino. Muriel (26′) fa 3-1 scaricando il sinistro sotto il primo incrocio dopo il dribbling su Rrahmani sul contropiede con palla persa di Bakayoko, Gosens (poi chiuso sul primo palo da Meret) infila la propria porta abbassando la testa sul cross di Politano e Romero inchioda lo score svettando grazie alla sponda di Djimsiti su corner dalla sinistra. Partita chiusa, con gli attimi di ansia finali per le condizioni di Osimhen: sfortunato il giocatore del Napoli, che dopo l’infortunio aveva dovuto affrontare anche la positività al covid. (ANSA)

“Vincere una partita in questo modo, resa molto complicata e oltre le nostre possibilità, è una grande spinta per mercoledì. E’ un risultato fondamentale, ci mette bene in classifica e ci fa arrivare alla sfida col Real Madrid nelle condizioni migliori almeno dal punto di vista del morale.

Sono come uno che è passato sotto un treno e non si è fatto niente”. Nonostante la vittoria per 4-2, nel dopo-partita di Atalanta-Napoli il tecnico della Dea, Gian Piero Gasperini, appare agitato mentre commenta la partita dai microfoni di Sky Sport.

“Abbiamo rischiato di brutto oggi, è andata bene così – dice ancora Gasperini -. L’abbiamo vinta perché abbiamo creato tanto, ma la partita era una trappola. Questo tipo di partite di cartello sono molto difficili, è stata davvero una gara pesante”.

Ma è stata pesante per il valore dell’avversario o per la direzione di gara di Di Bello? “La direzione di gara è stata pesantissima – risponde -. E il Napoli è forte. Quindi tutte e due. Il penalty non concesso su Pessina? E’ un episodio da rigore, ma ce ne sono tanti altri che non sono così determinanti che sono stati davvero pesanti da sopportare”.

Poi Gasperini dice la sua sull’espulsione. “Ho detto che era un rigore grande quanto una casa – spiega -. Uno che s’intende un po’ di dinamica del calcio vede che c’è stato il tocco, non serve stare a 10 metri, basta stare da 70 metri. Mi sono limitato a dire questo, il quarto uomo ha pensato bene di chiamare l’arbitro per mandarmi fuori. E’ un brutto episodio anche questo rosso. Ma abbiamo vinto: oggi siamo passati sotto un treno e non ci siamo fatti niente. Sono un po’ arrabbiato, come tutti quanti i miei giocatori. E’ inusuale vincere 4-2 col Napoli ed essere furibondi come lo erano molti giocatori. Ma prendiamoci questa soddisfazione, magari ci dà adrenalina per la prossima partita”.


(ANSA).

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