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Balenciaga, cosa c'è dietro l'addio a Twitter

«C’è chi dice no» cantava, indossando un chiodo, Vasco Rossi nel 1987, denunciando una realtà sempre meno umana. Oggi c’è chi dice no a un qualcosa diventato imprescindibile: i social. Infatti, Balenciaga ha deciso di abbandonare Twitter, come hanno già fatto Dyson, General Motors e anche personalità planetarie come Gigi Hadid.

Neanche il tempo di poter dare un’ulteriore sbirciata alla collezione Balenciaga x adidas, da poco arrivata negli stores, che il marchio del gruppo Kering decide di cancellare il suo profilo di oltre 1 milione di follower dalla piattaforma dell’uccellino che cinguetta. Nessuna vera spiegazione è stata data, sebbene non è difficile immaginare che dietro questa scelta ci sia la nuova proprietà di Elon Musk.

L’eccentrico imprenditore ha sborsato ben 44 miliardi di dollari per l’acquisizione di Twitter e ha celebrato il tutto non solo con un bel «Let that sink in!», ossia «Fatevene una ragione!» ma anche presentandosi con un lavandino presso la sede del social (giocando sulla parola sink che vuol dire anche lavandino).

L’inizio dell’era Elon non è stata delle più rosee tra licenziamenti e il primo fallimentare esperimento della spunta blu a pagamento (7,99 dollari al mese per averla) che ha causato non pochi problemi. Proprio quest’ultima trovata ha dato il via alla proliferazione di account falsi che hanno impersonato aziende e società con risultati disastrosi. È successo al gigante farmaceutico Eli Lilly le cui azioni sono crollate dopo che un imitatore ha twittato: «Siamo entusiasti di annunciare che l’insulina è ora gratuita».

Elon Musk e il suo account Twitter 

NurPhoto/Getty Images

Davanti a una situazione di questo genere, capace di creare instabilità, è plausibile che perfino un colosso come Balenciaga possa preoccuparsi. Oltretutto quello della spunta blu pare essere solo un piccolo assaggio della visione che Musk vorrà «imporre» sul suo social. Una possibilità, nemmeno tanto remota, è che senza un dovuto controllo, la piattaforma social possa trasformarsi in un luogo – anche – di disinformazione e a di proliferazione per contenuti che possono urtare la sensibilità.

Pare, dunque, una sorta di «messa in sicurezza» del nome del brand prima che sia troppo tardi, in un momento che, per altro, ha già visto Balenciaga dover tagliare i ponti con una figura rivelatasi per lo meno problematica come Kanye West

Inoltre, l’addio della griffe di lusso a una delle piattaforme social più seguite al mondo – la prima nel campo della moda a farlo – riporta a dimensioni più «umane» questi colossi. I social funzionano fintanto che persone, aziende e società li usano. È il singolo, o l’utente, a far funzionare la macchina, e non il contrario. 

Un qualcosa che Balenciaga ha dimostrato cancellandosi e mostrando che non ha bisogno di Twitter per essere uno dei brand più forti al mondo. Per l’appunto: «C’è chi dice no». Elon è stato avvisato.

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