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Basket, Datome: “Coppa Italia bella e crudele perché tutti possono conquistarla”

L’ora delle prime verità. La Coppa Italia dopo quattro anni torna al Mediolanum Forum, che da oggi a domenica sarà teatro delle Final Eight a partire proprio dall’Olimpia contro Reggio Emilia, che ha l’ex Elegar in dubbio e vive il ‘caso’ dell’ammutinamento Sutton, domenica scorsa in diretta tv contro la Virtus. Eventuale semifinale dell’Armani in calendario sabato alle 18, la finale domenica alle 18,15, tutto in diretta su RaiSport ed Eurosport1. Tutto d’un fiato, come tradizione per le Final Eight, torneo che da sempre riserva sorprese e beffa anche i grandissimi. Gigi Datome, per esempio, non lo ha mai vinto.

Negli ultimi 3 anni la Coppa Italia è stata una grande delusione per tutto l’ambiente: Coppa Italia o Coppa trappola?

“Per format è una manifestazione molto interessante, perché può essere crudele, ma allo stesso tempo da la possibilità con la partita secca a tutti di vincere contro tutti. È difficile vincerla e penso che per questo (partita secca, con valori che si livellano maggiormente) sia stata indigesta negli ultimi anni, ed anche se noi fino ad ora abbiamo dimostrato il nostro valore, dovremmo stare molto attenti. Bellezza nel guardare questo evento e crudeltà per chi è vittima di questo meccanismo; noi speriamo di uscirne felici, è il nostro obiettivo”.

Qual è stata finora la vittoria più significativa e la sconfitta che vorresti cancellare?

“Penso che quella con lo Zenit in casa sia stata bella, perché arrivata soffrendo, non siamo partiti benissimo, ma siamo riusciti a faticare durante la partita ed uscire fuori al momento giusto, quindi a stare lì con la testa anche quando le cose non ci riuscivano e per questo penso che ci abbia dato maggiore consapevolezza, rispetto paradossalmente ad una vittoria di 20-30 punti. È stato comunque molto bello battere il Real due volte e vincere la Supercoppa italiana, importante soprattutto per un gruppo nuovo come il nostro. Nel bene e nel male bisogna sempre resettare e guardare avanti. Cancellerei volentieri la sconfitta con il Panathinaikos, perché fu una partita condotta per larghi tratti e perché con quella vittoria, nonostante una classifica super, saremmo ancora più in alto; purtroppo sono cose che capitano e se penso che ne abbiamo vinta qualcuna all’ultimo secondo, Bayern e Maccabi, alla fine questi episodi si compensano”.

Nonostante gli infortuni, come procede il processo di chimica di squadra?

“Il processo sta andando avanti, penso che ora siamo una squadra migliore rispetto ad inizio stagione (era uno nei nostri obiettivi), con gerarchie definite, e questo è un bene in una squadra come la nostra con cosi tanti giocatori che possono essere decisivi. Guardiamo avanti e la Coppa sarà un bel test per vedere a che punto siamo”.

Calendario fitto nonostante il Covid, soprattutto per chi gioca le coppe: da sindacalista, lo ridurresti?

“Sindacalista, è un termine che non si rifà perfettamente al mio ruolo ed a quello di chi è coinvolto con l’associazione, perché il nostro obiettivo è alzare il livello di “medium standard” che c’è in Eurolega, per renderla una lega sempre migliore. Dato che il nostro movimento ad oggi è poco sostenibile a maggior ragione senza il ticketing per tutti, per tutto l’anno; siamo obbligati a fare quante più partite si possono fare, rispettando la salute di noi atleti e salvaguardando la qualità, perché a forza di cose, giocando troppe partite poi la qualità scende di pari passo con la performance dei giocatori, sta a tutti trovare il giusto equilibrio per garantire un buon prodotto ai tifosi. Sinceramente le partite sono molte, e a volte coi recuperi, il calendario s’infittisce ancora di più, è una stagione particolare (causa Covid) e lo sappiamo, però Eurolega sa il pensiero di noi giocatori, e noi come Elpa siamo contenti perché veniamo sempre considerati e coinvolti quando si parla di calendario e programmazione, per cercare di vendere sempre meglio il nostro prodotto”.

Eurolega equilibrata ed unica per il Covid: si può sognare?

“Si può sempre sognare, sta a noi cogliere le opportunità che si presentano e che si presenteranno da qui a fine stagione, ovviamente consci dei nostri limiti, ma sapendo che se non esprimiamo il massimo sforzo mentale e fisico, in questa Eurolega puoi perdere con tutti, come ci è purtroppo già capitato in casa con Stella Rossa e Panathinaikos, non perché siano squadre inferiori, ma perché classifica alla mano, sono squadre fuori dalla lotta playoff. Stiamo lavorando duramente tutti i giorni, per farci trovare pronti e cogliere ogni possibilità; ovviamente un passo alla volta, dobbiamo ancora conquistare i playoff e poi vedremo. Comunque una cosa alla volta, ora siamo concentrati alla partita di oggi contro Reggio”.

Chiudiamo con una curiosità: che pezzi stai studiando alla chitarra/suoni e canti con qualche compagno?

“Ho appena finito “La Cavatina” di Stanley Myers, dalla colonna sonora del film “Il cacciatore”, pezzo molto difficile, ma molto bello. Ora l’ho finito, lo sto suonando da solo e la voce la devo cercare, sicuramente non sarà la mia (ride, ndr). Però rimane un hobby ed un modo per evadere dal resto”.


 

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