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Basket, per l’Armani parte la caccia allo scudetto: la gara con Trento apre la corsa playoff

La Dolomiti non sarà avversaria banale. È una delle cinque squadre ad aver preso lo scalpo dell’Armani: a Trento (61-60), nella partita più sfiatata di tutta la stagione milanese, dopo aver già duellato a lungo ad Assago. La Dolomiti è un deja vu, non sempre piacevole. Vero, a Trento, l’Olimpia ha vinto il suo ultimo scudetto, il 15 giugno di tre anni fa, e avviò la cavalcata tricolore 2016 con un 3 a 0 nei quarti; ma proprio in quella stagione era arrivato lo 0 a 2 nei quarti di finale di Eurocup, forse il punto più basso della recente storia continentale dell’Armani; e il disastro in semifinale dell’anno dopo, un 1 a 4 senza appello, firmò la condanna in panchina di Jasmin Repesa. C’era Dada Pascolo, allora, in canotta Olimpia, e lo rivedremo in bianconero (anche se ormai gioca pochissimo) accanto all’infinito Toto Forray, mentre il rampante Shavon Shields di allora è oggi una delle migliori ali di Eurolega. E non sarà banale nemmeno la sfida dell’eterno allievo Lele Molin al maestro di mille panchine Ettore Messina, il primo da vice e il secondo da coach. Le loro lavagnette non avranno segreti, gli abbracci saranno particolarmente fraterni, la ricerca di un’inedita trappola particolarmente ardua.

Fin qui arriva il cartellone di un quarto di finale che, nelle premesse, non avrebbe storia a partire da Gara 1 di domani (dalle 17.30) e Gara 2 di dopodomani (alle 19), sempre al Forum e in diretta tv su Raisport (per il web c’è Eurosport Player). Meno di ventiquattr’ore tra la sirena della prima e la palla a due della seconda: l’indecenza di questo dissennato calendario si mostra da subito, proseguirà con la terza ed eventuale quarta a Trento il 16 e 18 maggio e l’ipotetico spareggio ad Assago giovedì 20. Chiudere subito, senza far allungare la serie, sarà per l’Armani più che un obiettivo, una necessità di sopravvivenza. Anche perché, chi ha disegnato questa sequenza di partite, ha piazzato Gara 1 e 2 di semifinale — contro l’Umana Venezia o il Banco di Sardegna Sassari — il 22 e il 24 maggio. E i conti dicono che la sera di venerdì 28, a Colonia, Rodriguez e soci avranno nel contachilometri dalle cinque alle sette partite. Il Barcellona soltanto due, quella del 19 in casa con Vitoria e la trasferta in casa del Gran Canaria il 22. Senza contare che gli spagnoli hanno saggiamente accorciato tutti i playoff con la formula del 2 su 3. Qui avremo doppia partita di semifinale il 2 e 3 giugno e altre due doppiette durante la finale, tra il 7 a il 17 giugno, ovviamente al meglio delle sette partite.

In attesa di assegnare il meritato Nobel per la matematica, resta l’ostacolo Dolomiti: squadra fisica, americana nell’anima ma fiaccata dai guai fisici di Kelvin Martin, in dubbio per domani. Messina ruoterà molto le sue seconde linee. La vittoria su Cremona di lunedì gli consegna Moraschini e Biligha su buoni livelli, Cinciarini e Brooks trasparenti in attacco, Moretti trasparente e basta. Sarà difficile rivederlo, in questa stagione.

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