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Bianchi: “Dobbiamo riportare la scuola al centro delle dinamiche politiche ed economiche”

“Il rapporto tra sistema di istruzione e formazione e il mondo del lavoro è e deve essere caratterizzato da un’osmosi costante nell’interesse esclusivo dei giovani, che rappresentano il nostro futuro”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi in un’audizione oggi al Cnel sui temi del Pnrr, della digitalizzazione e del rapporto tra scuola e mondo del lavoro.

Per Bianchi, “il paese deve saper rispondere ai cambiamenti positivi come la transizione ecologica, e a quelli generati dalla pandemia come l’acuirsi delle disuguaglianze, attraverso una costante opera di reskilling dei soggetti in formazione e di quelli già operanti nel mondo del lavoro. Questo significa ampliare l’offerta formativa e lavorare per garantire livelli di istruzione omogenei. È fondamentale anche investire, come abbiamo previsto nel nostro Pnrr, in asili nido per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro e sostenere il lavoro delle donne. In quest’ottica le parti sociali possono svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo dei patti educativi di comunità. Dobbiamo riportare la scuola al centro delle dinamiche politiche ed economiche”.

“La scuola – ha detto il presidente del Cnel, Tiziano Treu – deve essere al centro dei progetti del Pnrr perché la formazione dei giovani è il cuore del nostro sistema economico e produttivo. La traumatica chiusura delle scuole a seguito della pandemia Covid19 e la complessa riapertura a settembre scorso ha messo in luce quanta parte della vita degli italiani ruoti intorno alla scuola, non solo luogo di istruzione e apprendimento ma presidio culturale ed educativo del territorio. Il Cnel, anche nel Rapporto sugli esiti degli stress-test condotti durante il 2020, ha individuato tre assi di intervento prioritari nel sistema istruzione/formazione: orientamento, apprendimento o formazione permanente e parità di accesso”.

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