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Blow The Man Down

 

 

Cerca di qua e fruga di là, ci imbattiamo in una commedia nera. Non nuovissima – è in streaming dal 2020, l’anno in cui il cinema si è fermato, già nel 2019 era in programma al Sundance film festival. Ma il genere rende sempre piuttosto bene. Specialmente se ambientato in una cittadina peschereccia del Maine. Per fare mente locale, i pescatori appaiono: barbe arruffate dalla salsedine e salopette di plastica arancione, cantano naturalmente la canzone del titolo: “Blow The Man Down”. Butta giù l’uomo, si intende dalla barca o dalla scogliera. Mary Beth e Priscilla Connolly hanno appena seppellito la madre, con quel contorno di vecchiette perbene e meno perbene che fa parte del paesaggio cittadino, come le reti e le casse refrigerate per il pescato. Sanno che la loro pescheria ha un futuro incerto, per via dei debiti. Una delle due esce di notte, fa un brutto incontro, e siccome è una ragazza che sa difendersi afferra un arpione e lo infila nel collo dell’aggressore.

 

Prima, nel bagagliaio, abbiamo visto sangue e strani attrezzi – a detta dell’aggredito (ormai morto) roba per la sana pesca sportiva. Tra barchette, frigoriferi, mannaie, c’è tutto quel che serve per andare avanti con la storia. I poliziotti chiedono in presto la banca delle sorelle Connolly: un cadavere si è incagliato nelle rocce e con la barca di servizio non riescono ad avvicinarsi. Siamo appena all’inizio, e il cadavere ha le unghie dipinte di rosso. Una vecchietta è più arzilla della altre, e anche dotata di regolare attività – ha un bordello casalingo da portare avanti. Alle amiche che la invitano a giocare a carte, fa sapere che per “go full vegetable” non è ancora arrivato il momento.

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