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Blu European Festival: Gallipoli è la capitale italiana  

I sei Paesi che fanno parte del Programma europeo e le sei città individuate sono unite fra loro da obiettivi comuni in merito a temi che parlano di recupero della propria identità, della protezione del mare e la promozione delle piccole comunità di pescatori.

 

 

Un’unica immagine, lo stesso layout per tutti i partecipanti, un’unica lingua, ma sei identità e storie che si ritrovano in un progetto che forse, per la prima volta, pone il tema della condivisione di uno storytelling unico nell’unione europea come prioritario ed effettivo.

 

 

L’obiettivo è quello di organizzare un festival dedicato alle industrie culturali e creative: musica, letteratura, arte, food e artigianato, che possa tenersi nella stessa data e alla stessa ora nelle sei nazioni diverse ma unite nel sentimento di un Made in Europe intorno al tema mare.

 

 

A causa del Covid e delle restrizioni legate alle misure di precauzione contenute nell’ultimo Dpcm, le attività saranno prevalentemente in remoto, ma non per questo si è persa quella parte emozionale che caratterizza Blu Memories, il progetto fotografico che mette in rete i sei borghi di pescatori.

 

 

Il contest fotografico e l’hashtag che riporta al mare

 

Le attività di promozione sono partite la scorsa estate con un contest social che sotto l’hashtag #blumemories ha raccolto centinaia di fotografie che hanno raccontato pezzi della storia delle località marine delle sei nazioni coinvolte nel progetto. «Abbiamo chiesto di far ricorso alle proprie emozioni – commenta Michelangelo De Palma, Amministratore di Agriplan, il player internazionale del progetto – perché volevamo che da questo lavoro partito dalla base si potesse ricostruire la memoria storica delle comunità di pesca, momenti di vita reale da proiettare nel vero senso della parola nel futuro». Un solo paletto, le fotografie recuperate dagli archivi dovevano essere state scattate entro il 1992, data della firma del trattato di Maastricht, che ha sancito la nascita dell’Unione Europea.

 

 

Il racconto fotografico, dopo una selezione che ha portato alla selezione di una ventina di fotografie, sarà esposto nella Galleria dei Due Mari di Gallipoli, in prossimità del Castello, e qualora a causa delle prescrizioni imposte dal Dpcm non fosse possibile aprirla al pubblico, sarà riproposta in occasione della “Settimana della Cultura del Mare”, prevista sempre a Gallipoli nel mese di giugno.

 

 

Le sei nazioni esporranno contemporaneamente le opere selezionate e tutti i progetti sono raccontati con un’unica comunicazione e un comune layout. La buona notizia per l’Italia è che il progetto grafico porta la firma di una azienda pugliese, Pazlab, che ha creato una identità visiva andando a disegnare un vero e proprio “font”, ovvero un carattere di scrittura con un innovativo e unico stile grafico, chiamato per l’occasione “BLU”. «L’Italia – commenta Michelangelo De Palma – anche in questa occasione si è dimostrata terra di notevole creatività».

 

 

La attività: degustazione e cooking class

 

Nell’ambito del Blu European Festival ogni Paese ha promosso una serie di iniziative tra cui alcune in comune e altre specificatamente pensate in base alle specificità del territorio. Gallipoli e la Puglia hanno previsto un’attività di promozione delle peculiarità del tacco d’Italia attraverso un percorso di abbinamento cibo-vino che mette a confronto l’Italia, la Spagna e la Grecia.

 

 

Costa Basca, Peloponneso e Puglia saranno protagoniste di un percorso che trova fondamenta comuni nelle tradizioni dei borghi di mare, raccontate attraverso la degustazione di tre vini provenienti dai territori di Bermeo, Pyrgos e Gallipoli: uno Txakoli dalla Biscaglia, provincia dei Paesi Baschi affacciata sul Mar Cantabrico; un bianco a base di Asyrtiko e Robola, proveniente dall’Elide, la parte più occidentale del Peloponneso; un Rosato del Salento a base di Negroamaro, che nasce sulla costa occidentale protesa sul Mar Ionio. La degustazione sarà accompagnata da prodotti gastronomici tipici dei territori, che ne raccontano storia e identità.

 

 

«Ogni territorio può essere raccontano attraverso le sue eccellenze enogastronomiche – afferma De Palma – e la nostra idea è stata quella di raccontare il Blu European Festival a dieci giornalisti di stampa specializzata mettendo a confronto le tre storie dei tre Paesi raccontati secondo quella che è la cultura gastronomica di ciascuno».

 

 

Sarà Domingo Schingaro, executive chef del ristorante con una stella Michelin Due Camini di Borgo Egnazia a condurre una lezione di cucina territoriale che fa della sostenibilità e dell’etica uno strumento di racconto del territorio.

 

 

«Nel pieno rispetto della filosofia di Borgo Egnazia e della mia cucina – commenta lo chef Domingo Schingaro – lavoriamo sempre utilizzando solo prodotti di stagione e riducendo al minimo gli sprechi. Nelle nostre ricette lavoriamo il pesce interamente, in tutti i suoi elementi, dando valore e risalto alle parti meno nobili, per una vera e propria “rivoluzione delle priorità”. Cerchiamo di raccontare chi siamo racchiudendo in una ricetta la stagionalità, l’assenza di sprechi, il rispetto del mare e il forte legame con la tradizione”.

 

 

I talk in streaming dalla pagina facebook di Blu European Festival

 

Oltre alle attività riservate alla stampa, sono previsti dei talk che saranno divulgati attraverso la pagina social di Blu European Festival e  finalizzati a porre al centro dell’attenzione dei player istituzionali e accademici le potenzialità dei piccoli borghi di pescatori, il loro valore come attrattori turistici e il bisogno di una programmazione non solo di respiro regionale ma, come il Festival dimostra in maniera operativa, attraverso una cordata transnazionale che punta alla creazione di un brand unico come il Made in Europe.

 

www.blufestival.eu

 

Di Indira Fassioni

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