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Caos Vaccini in Lombardia, basta con Aria e i suoi sms: Moratti punta sulle Poste

Dopo il nuovo flop con gli sms delle prenotazioni delle vaccinazioni, mai arrivati, la Regione accelera sull’addio ad Aria. E punta sull’arrivo di Poste italiane per gestire le prenotazioni e le vaccinazioni anti-Covid 19. A tracciare la strategia è stata, ancora una volta, la vicegovernatrice e assessora regionale al Welfare Letizia Moratti. Con un tweet: “Le cose che non funzionano vanno cambiate e su Aria servono decisioni rapide e drastiche. Per il buon proseguimento delle vaccinazioni – ha sentenziato Moratti -. I cittadini non devono pagare le inefficienze della burocrazia”. Perché “la Regione deve offrire loro soluzioni non problemi”.

Per il buon proseguimento della #vaccinazione le cose che non funzionano vanno cambiate e su @AriaLombardia servono decisioni rapide e drastiche.

I cittadini non devono pagare le inefficienze della burocrazia, @RegLombardia deve loro offrire soluzioni e non problemi #Vacciniamo

— Letizia Moratti (@LetiziaMoratti) March 21, 2021

Parole che suonano come il possibile azzeramento del consiglio di amministrazione di Aria. L’azienda regionale nata dalla fusione tra Lombardia Informatica e la centrale acquisti Arca. Ad Aria era stata affidata la gestione del portale per le prenotazioni delle vaccinazioni. Per un costo complessivo di 18,5 milioni più Iva in base al contratto che era stato sottoscritto per garantire il servizio fino a luglio. E se ne discuterà oggi nel corso della giunta regionale. È previsto anche l’arrivo di Matteo Salvini che dovrebbe incontrare sia Moratti che il governatore Attilio Fontana.

Del resto, il leader della Lega non ha usato giri di parole quando ieri ha ribadito: “Se qualcosa non funziona, si cambia e si migliora”, parlando a margine del suo intervento alla scuola politica del suo partito. Nel centrodestra, comunque, il disagio all’interno della maggioranza è sempre più evidente. Il caos del mancato arrivo degli sms ieri è stato più contenuto, ma all’hub della Fiera a Cremona in mattinata si sono presentati solo 58 cittadini quando le dosi a disposizione erano 600. A differenza di sabato, l’ospedale che gestisce l’hub ieri s’è occupato in prima persona delle chiamate, sulla base dei nominativi di chi aveva aderito alla campagna. Con anziani che sono stati costretti a precipitarsi per la vaccinazione dopo essere stati avvisati all’ultimo momento. Ma così Cremona è almeno riuscita a raggiungere comunque l’obiettivo giornaliero.

Situazione più tranquilla a Como e Monza. Mentre all’ospedale di Circolo di Varese volontari e medici sono riusciti a vaccinare 600 persone in dodici ore. Ma segnalando ancora problemi sull’invio delle liste, l’arrivo a singhiozzo di chi si doveva vaccinare. I troppi tempi morti nel corso della giornata. Senza contare che la Regione aveva annunciato che si sarebbe recuperato con le somministrazioni di AstraZeneca con una non stop di tre giorni, mentre, almeno a Varese, non si starebbe recuperando nulla. Nonostante nessuno abbia rinunciato a farsi somministrare il siero prodotto dalla multinazionale anglo-svedese. La polemica politica scaturita da questo caos che allarma i cittadini lombardi non si ferma. Anzi.

La segretaria metropolitana del Pd, Silvia Roggiani lancia un appello al generale Francesco Figliuolo, commissario nazionale contro il Covid: “Prenda in mano la situazione. Quanto ancora dobbiamo aspettare prima che Fontana, Moratti, Bertolaso abbiano un sussulto di dignità si facciano da parte”? Per l’eurodeputato piddino Pierfrancesco Majorino “In Lombardia l’impazzimento è totale. Il governo deve intervenire subito”. Marco De Angeli del Movimento Cinque stelle scandisce: “Salvini e Fontana chiedano scusa ai lombardi”. E Niccolò Carretta di Azione si domanda: “Fino a quando durerà questa illusione ottica?”.

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