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Capodanno, a Milano vietata la vendita di superalcolici da asporto. L

Stop alla vendita per l’asporto di superalcolici e di bevande in contenitori di vetro o lattina dalle 18 di domani alle 6 di domenica primo gennaio 2023. Il divieto si estende a tutta l’area all’interno della cerchia della 90/91, ovvero nel perimetro compreso tra i viali Cassala, Isonzo, Umbria, dei Mille, Abruzzi, Brianza, Lunigiana, Marche, Jenner, Monteceneri, Renato Serra, Murillo, Ranzoni, Bezzi e Misurata.

L’ordinanza, firmata dal sindaco Sala, è stata decisa in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza, su indicazione della Prefettura e della Questura. L’obiettivo è la tutela dell’ambiente urbano e della sicurezza, contro il degrado causato da un forte afflusso di persone.

Nello specifico, si legge nell’ordinanza di Capodanno, è vietato a tutte le tipologie di attività “vendere, distribuire o somministrare anche gratuitamente, bevande in bottiglie e contenitori di vetro e lattine, anche per asporto”, nonché “somministrare e vendere bevande superalcoliche (cioè con gradazione superiore a 21°, ndr) sia in forma fissa che ambulante”. E’ invece possibile vendere le altre bevande in contenitori di carta o plastica.

All’interno dei pubblici esercizi e nei loro dehors, organizzati con servizio al tavolo, è invece possibile proporre “la consumazione in vetro di alcolici e superalcolici”, fermo restando il divieto di asportare “qualsiasi bevanda in bottiglie e contenitori di vetro e lattine”. Per i trasgressori sono previste sanzioni tra 500 e 5.000 euro.

Il Comune di Milano invita a non sparare botti e fuochi d’artificio a Capodanno

Il Comune di Milano invita a non sparare botti e fuochi d’artificio a Capodanno, un modo per dimostrare attenzione verso la qualità dell’aria (evitando di inquinare) e verso gli animali che si spaventano con i forti rumori. Quest’anno Palazzo Marino non ha potuto emanare l’ordinanza che li vieta dato che il Tar a settembre, dopo il ricorso di alcuni commercianti, ha bocciato la parte del regolamento per la qualità dell’aria del Comune che vietava l’utilizzi in inferno dei fuochi.

Ma ha deciso comunque di fare un appello, ricordando che le centraline dell’Arpa fra il 31 dicembre e il primo dell’anno registrano sempre un innalzamento degli inquinanti con picco dalla mezzanotte alle prime ore del mattino e che, secondo le stime del WWF, migliaia gli animali che muoiono a causa dei botti di fine anno.

Di questi la maggior parte è costituita da fauna urbana, soprattutto uccelli e altri animali. Ma lo stress indotto dal forte rumore improvviso e assordante dei fuochi d’artificio e petardi non risparmia cani e gatti domestici che possono essere colpiti da infarto.

“La sentenza del Tar che ha annullato la norma del nostro regolamento per la qualità dell’aria – ha sottolineato l’assessora all’Ambiente Elena Grandi – non ci impedirà, di portare avanti campagne d’informazione e di sensibilizzazione che invitino i cittadini a non utilizzare i fuochi d’artificio, auspicando che sempre più persone ne capiscano le ragioni”.

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