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Carnevale con Bruno Bozzetto

Meraviglie dell’animazione italiana. Ma proprio meraviglie, precipitarsi se non conoscete neanche il Signor Rossi, l’omino con i baffetti, in giacca e cappello rosso. L’uomo medio. Che però nel primo cortometraggio della serie gira un film e vince un Oscar (il suo creatore Bruno Bozzetto non aveva ricevuto un premio a cui teneva, dice la leggenda che il filmino fu la vendetta). La Cineteca milanese propone tre lungometraggi (intanto le avventure del Signor Rossi proseguivano con meno lustrini). “Vip – Mio fratello Superuomo”, disegnato animato e diretto nel 1968. Ancora i supereroi non erano dappertutto come oggi, ma già vantavano un bell’albero genealogico, tutti “invincibili e matrimoniabili”.

 

Finché uno, ingannato dalla scritta “super”, impalma la commessa di un supermercato: nasceranno i figli Vip e mini-Vip (bassino e molto somigliante al signor Rossi con la tuta rossa e le alucce). “West & Soda” è una deliziosa parodia del western. “Allegro non troppo” un’audace follia ispirata a “Fantasia” di Walt Disney: “Vedere la musica e ascoltare le immagini”. Invece di Leopold che dirige l’orchestra (con Topolino che gli tira le code del frac) vediamo una donna delle pulizie al teatro Donizetti di Bergamo (gag rifatta uguale all’inaugurazione streaming della Scala, a dicembre). Poi arriva un camioncino con le anziane musiciste, prelevate in un ospizio, e il disegnatore Maurizio Nichetti, incatenato e tenuto prigioniero per convincerlo all’impresa. Primo brano, il “Prélude à l’après-midi d’un faune” di Claude Debussy. Il fauno con occhiali e barbetta che insegue una ragazza nuda somiglia dannatamente a Sigmund Freud. Siccome non siamo in un film di Walt Disney si vedono le tette (con colpo di scena) e perfino i capezzoli.

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