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Cartabia: «Il nuovo esame da avvocato definito col Cnf sarà chiuso a luglio»

«Priorità al Recovery»,  dunque ai «tempi dei processi», che devo essere «giusti e brevi», come vuole la Costituzione. Attenzione ai diritti, al carcere e «impegno da onorare sulla prescrizione». Davanti alla commissione Giustizia del Senato, la ministra Marta Cartabia ha ribadito ieri i punti fermi indicati alla Camera, nella prima audizione sul suo programma.

La Guardasigilli ha ricordato anche che  «oggi (ieri, ndr) pomeriggio cominceranno i lavori dei primi due gruppi ministeriali sulla riforma del processo civile e penale. Li inviterò a fare presto e usare le poche settimane per completare le nostre proposte. Ma abbiamo bisogno di altrettanta sollecitudine da parte del Parlamento». La Ministra ha poi fatto un appello, in conclusione del suo intervento, per trovare soluzioni che mettano d’accordo tutti: «Non posso non condividere con voi la percezione della gravità del momento, dell’enormità dell’impegno, della necessità di agire in tempi stretti e di addivenire a soluzioni condivise. La Giustizia non può più essere soltanto la spada recata in mano dalla dea bendata; privilegiamo lo sguardo sulla bilancia che la stessa dea ha nelle mani e cerchiamo soluzioni bilanciate che trovino un adeguato contemperamento degli interessi e dei punti di vista di tutti».

Ma in fase di replica si è soffermata soprattutto sull’esame da avvocato: «Si sono esclusi quiz fin dall’inizio, che sono facili da fare, facilissimi, molto oggettivi se volete, ma secondo me umilianti per un aspirante avvocato. Testare la capacità di un avvocato significa testare la capacità di argomentazione giuridica, non è la nozione in sé, ed è proprio questo lo scopo delle prime prove, quelle che tradizionalmente si fanno con i tre scritti». Il nuovo esame «è stato definito nell’ambito di una continua interlocuzione con il Consiglio Nazionale Forense», ha riaffermato,  insieme ad alcune previsioni sullo svolgimento del primo orale preselettivo: «Potrà esserci uno slittamento di poche settimane, rispetto alle date di metà aprile, per l’avvio delle sessioni, ma confidiamo di concludere entro luglio, cioè per la stessa epoca in cui di solito si completa la correzione degli scritti». È una notizia che potrà rassicurare i praticanti, per i quali la guardasigilli tiene a «ridurre il più possibile i disagi».

Proprio su questo interviene sul Dubbio Vincenzo La Licata, vicepresidente dell’Associazione italiana praticanti avvocati (Aipavv), che lo scorso 16 marzo, insieme a Claudia Majolo, presidente dell’Unione Praticanti Avvocati (U.P.A.), è stato ricevuto dal Sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto: «abbiamo innanzitutto ringraziato il Ministero per la tempestività con cui ha gestito la vicenda che riguarda il futuro di oltre 25.000 giovani aspiranti avvocati. Contestualmente abbiamo anche posto all’attenzione del sottosegretario una nostra richiesta: pubblicare presso il sito del Ministero della Giustizia degli esempi di quesiti giuridici che potrebbero essere oggetto della prima prova orale, al fine di consentire uno studio consapevole e, dunque, utile ai fini del superamento della stessa prova. La proposta è piaciuta moltissimo all’onorevole Sisto: ciò mi rende fiducioso in merito alla possibilità che venga accolta». Durante l’incontro il dottor La Licata ha sollevato anche un’altra questione, ossia la necessità di «centralizzare presso il Ministero della giustizia, in piena sintonia con quanto evidenziato dal Consiglio Nazionale Forense, la formulazione dei quesiti giuridici che saranno oggetto d’esame, così da garantire uniformità tra tutti i candidati.  Sarebbe pericoloso lasciare alla sottocommissione quell’ampio margine di discrezionalità. Sarà proprio un dettaglio come questo a determinare la riuscita o meno di questa nuova procedura degli esami di Stato». A tal proposito, conclude La Licata, «desideriamo ringraziare molto il Cnf nelle persone della presidente Avv. Maria Masi e del consigliere Avv. Vincenzo Di Maggio, perché fin dal primo momento hanno preso a cuore la vicenda dimostrando vicinanza alle esigenze dei praticanti avvocati».

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