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Castello e Triennale, si soffre fino all’ultimo ma poi esplode la festa

12 Luglio 2021 – 06:00

Tifo davanti agli schermi di chioschi e bar. Fumogeni (e poche mascherine) in piazza

Castello e Triennale, si soffre fino all'ultimo ma poi esplode la festa

Nella piazza del maxi schermo negato, la salvezza sono i baretti e i pub. È il tifo diffuso. Ogni locale con una televisore e qualche tavolino ha attirato un capannello, tra euforia da finale e tensione. È così anche in piazza Castello, dove bastano un chiosco collegato con Wembley e una piccola folla per tirare fuori i fumogeni, intorno a piazza Duomo e sui Navigli. Perché a casa non è la stessa cosa e quindi si esce con gli altri. «Finalmente una festa con più di quattro invitati…», scherza una ragazza. Con la parata di Donnarumma esplode la gioia e saltano distanze e cautele. In centro arriva l’onda di migliaia di milanesi impazziti. È il via a caroselli, fuochi d’artificio e tuffi nelle fontane.

Nonostante gli appelli i tifosi all’aperto dimenticano quasi tutti la mascherina. Variante Delta e assembramenti che diventano risse. Erano queste le incognite della piazza per la finale Italia-Inghilterra. Il sindaco Giuseppe Sala, come molti altri primi cittadini di grandi città, ha preferito per prudenza rinunciare ai maxi schermi negli spazi pubblici. È stato possibile vedere la partita solamente nei locali e in alcune aree private. Negli spazi organizzati, all’aperto, ampi e delimitati, obbligatori mascherina e distanziamento. Si entrava solo su prenotazione e i posti sono andati tutti esauriti giorni fa. I servizi delle forze dell’ordine erano stati potenziati, con particolare attenzione per piazza Duomo, Darsena e Arco della Pace. Il piano anti assembramento era quello rodato per la movida post lockdown, che ha affrontato violenze e vandalismi.

Sorvegliata speciale: piazza Duomo, soprattutto dopo la folla incontrollata per lo scudetto dell’Inter. Fin dal pomeriggio sono spuntate le transenne intorno al sagrato della Cattedrale, alle aiuole e al monumento di Vittorio Emanuele II. Nessuna blindatura tuttavia, né divieto di vendere alcolici, né strade chiuse. Niente stop infine per i mezzi dell’Atm, come invece è stato in altre città, ma costante coordinamento del trasporto pubblico con la centrale operativa della polizia locale. L’ingresso in Galleria era stato predisposto in caso di vittoria con le transenne per contingentare le entrate dopo la fine della partita. In giro ovunque i rider che hanno consegnato pizza e birra fino a tarda ora. Sold out negli spazi privati che richiedevano prenotazione, mascherina e distanziamento.

Al giardino della Triennale ingressi contingentati e controlli. Gli spettatori hanno raggiunto la capienza massima di 600 persone sedute. All’Arena Milano Est di Lambrate, dove la capienza all’esterno è di 800 tifosi, ma ne sono stati ammessi 500 sulle sedie, ben distanziate e dopo la misurazione della febbre all’entrata. Al Magnolia, con tre aree per il tifo e 800 persone sedute. Al 442, un classico della categoria pub dello sport: tavoli tutti prenotati dentro e fuori e sei schermi a disposizione. Dopo l’impresa del portiere azzurro è cominciata la lunga notte azzurra. Una notte di tifo e di gioia con caroselli e fuogi d’artificio. Le mascherine? Quelle no.

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