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Cessazione attività sala giochi e scommesse a Parma, Tar Emilia Romagna respinge ricorso: “Non rispettata distanza da centro di riabilitazione”

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna sezione staccata di Parma (Sezione Prima) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro il Comune di Parma e la Regione Emilia Romagna in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della Nota prot. 0054134 del 26.03.2021, trasmessa in pari data, avente ad oggetto l’ordinanza di cessazione dell’attività di sala gioco/sala scommesse, sita in Parma (…) in quanto troppo vicino ad un luogo sensibile rappresentato da un centro di riabilitazione.

Si legge: “Premesso che con ordinanza del 26 marzo 2021, il Comune di Parma disponeva ex art. 6, commi 2 e 2 ter, della L.R. n. 5/2012 la “cessazione dell’attività di sala gioco/scommesse” esercitata da Parte ricorrente nei locali siti in Parma (…);

che in data 6 aprile 2021, Parte ricorrente presentava istanza di annullamento in autotutela del citato provvedimento interiettivo;

che, in esito a detta richiesta, l’Amministrazione, con nota del 21 aprile 2021, “confermava il contenuto del provvedimento del 26.03.2021” (epigrafe del ricorso);

che Parte ricorrente impugnava con motivi aggiunti il richiamato atto confermativo;

Rilevato: che il provvedimento impugnato veniva adottato sul presupposto del difetto del requisito della distanza della sede aziendale da “luoghi sensibili”; che la Ricorrente non pare essersi avvalsa della riconosciuta possibilità di delocalizzare l’attività;

Considerato, ad un primo sommario esame: che la misura in questa sede contestata, pare essere conforme alla disciplina normativa di settore, nonché attuativa, di atti pianificatori presupposti;

Valutato che, a tacere della dubbia tempestività del gravame, il ricorso non presenta evidenti profili di fondatezza;

Ritenuto che, per quanto precede, non ricorrano i presupposti di cui all’art. 55 c.p.a.;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna, Sezione staccata di Parma, respinge l’istanza di sospensione.

Condanna Parte ricorrente al pagamento delle spese della presente fase cautelare, che liquida in € 500,00 oltre oneri di legge, in favore di ciascuna parte costituita.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti”.

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