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Chadia Rodriguez: “Donne basta con l’odio: il messaggio della mia trap”

Altro che delicate e dolcemente complicate, come dice quel capolavoro che è storia della nostra canzone: a sentire quello che racconta ora col suo nuovo singolo, ‘Donne che odiano le donne’, la storia qui si è fatta un pochino più intricata e pure un po’ “pesa” potremmo dire, se volessimo usare uno slang più vicino alla sua età. Quella dei 22 anni di Chadia Rodriguez, nata in Spagna da padre marocchino e madre spagnola, cresciuta a Torino ma da qualche anno “naturalizzata” milanese. Una che con la musica – la trap e il rap – è sempre stata così, esplicita nelle parole e sfrontata nell’attitudine, due cose che l’hanno fatta emergere in un “mondo di uomini” come quello del rap. ‘Donne che odiano le donne’ – prodotto da Big Fish e appena uscito – riprende il discorso iniziato un anno fa con Federica Carta con ‘Bella così’, brano che ha inaugurato la propria battaglia contro il bullismo e il body shaming: “L’idea era di far capire alle donne che forse è arrivato il momento di smettere di odiarci”, dice Chadia.

È questo il vero messaggio?

“È un messaggio di unione, forza e orgoglio. Insomma, meglio aiutarci tra noi che ostacolarci, no?”.

Ed è una cosa che ha vissuto personalmente?

“La mia esperienza su questo fronte inizia con la scuola, alle elementari e poi alle medie. L’esatto opposto di quanto invece è accaduto quando ho iniziato a giocare a calcio: per sei anni sono stata nella squadra femminile della Juventus, come terzino e fascia, prima che un infortunio mi obbligasse a smettere. Le ragazze che erano con me mi hanno sempre fatto sentire parte di una famiglia. A scuola invece…”.

Invece?

“Avevo compagne che già vestivano di marca o si truccavano, mentre io non ero proprio attratta da certe cose. Nella mia adolescenza ho sempre avuto amici maschi, sono cresciuta circondata da ragazzi. Ma una volta venuta a vivere a Milano, circa tre anni fa, è cambiato di nuovo tutto”.

Ecco, racconti.


“Qui ho conosciuto tantissime ragazze. Persone come le mie amiche Maya, Viviana, Federica hanno influito positivamente sulla mia crescita personale e artistica, anche nel mio rapporto con le altre donne in generale. Con Federica stiamo per traslocare in una nuova casa, un po’ più grande, non lontano dalla mia zona, vicino a viale Abruzzi. Milano mi entusiasma, mi ha reso una persona concentrata sulla musica, responsabile. Anche se da un lato ma mi ha deluso un po’”.

In che modo?

“Avevo l’idea di una città senza limiti o pregiudizi, un po’ più aperta e libertina sotto certi aspetti. Ma mi sono sempre divertita molto qui, amo andare per club ma mi piace anche girare per musei e mostre. Vedo poi tante donne in carriera, che se ne vanno in giro con le loro borse e tailleur, e questa cosa mi affascina”.

Da dove nasce lo scontro tra donne di cui parla nel pezzo?

“Un po’ dalla paura e dall’invidia. Spesso proiettiamo sugli altri quello che in realtà vorremmo dire a noi stessi, e tante volte è la paura di non riuscire a farcela con le proprie forze”.

Anche nel rap le donne odiano le donne?

“Mah, sono tante quelle con cui ho collaborato e continuerò a farlo. Spero solo che alcune mie colleghe si tolgano questa sorta di paura che hanno un po’ nei miei confronti. Sono forte, una che non si fa mettere i piedi in testa, però se mi conosci puoi percepire i miei lati dolci e sensibili. Alla fine sono solo una che vuole fare musica perché ama la musica”.

Una volta si è definita “nuda, matta, fatta”. Si sente ancora così?

“Penso che certe cose ti appartengano e non si possono cambiare. Si possono solo migliorare e penso di averlo fatto. Ho fatto la mia gavetta e con la trap ho sempre cantato di cose di cui nessuno voleva parlare. Anche nella vita privata, mi sono sempre presentata per quella che sono e quindi mi sono sempre detta: o ti vado bene così oppure… addio…”.


 

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