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Che la Guerra delle Pasticcerie abbia inizio tra babà, zeppole e pastiere

“Finalmente la smetteremo di mangiare solo pizze”, si sfregò le mani il cavalier servente alla vista del lungo papiro la Guerra delle Pasticcerie srotolato sul tavolo della cena ormai interdetta.

“Alea iacta est”. Il pugnale di Iulia Pugna si conficcò a fissare l’elenco delle pasticcerie della Terra di Mezzo da cui sarebbero state scelte le convitate per la cena finale. “E speriamo che con tutte queste zone non dovremo mangiare alle 5 del mattino con la bieca aurora del nefasto Portatore di Luce”. Alzò gli occhi ad invocare il padre di tutti gli dei per la Guerra delle Pasticcerie.

“Sursum corda”, gli fece eco Magnataro che rischiava di inciampare tra cartocci e cofanetti. “Ho incontrato il medicus e l’aruspice. Tempo di un già fatto! e saremo tutti al sicuro”, ribattè mentre srotolava il fazzoletto che gli proteggeva la bocca.

“Ma grande Zeus, ancora vai in giro con questo straccio anonimo senza forza e personalità!”. Il cavalier servente era al limite del collasso mentre stringeva la preziosa seta colorata di porpora della Fenicia modello Chambrel 365 giorni ininterrotti. 

“Chetati cavaliere, qui con la Guerra delle Pasticcerie siamo per la sostanza non per l’apparenza”.

“Che al solito devo controllare io con tutti questi scontrines di pasticcerie. Gli ispettores non hanno ancora capito che li devono inviare a poco alla volta e in originale. E ora mi tocca elencare, separare, annotare e mettere sul pallottoliere”, fece Papilionem rotolando l’orcio pieno di papiretti.

Gli spaghetti al tempo della Guerra delle Pasticcerie

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“Io però una cosa non ho capito”. Il cavalier servente sembrava non ascoltasse Papilionem.

“Una sola? Mi meraviglio”, lo pungolò il sommatore di Scontrines. “Ma chiedi pure e ti sarà risposto”.

“Tra i Garantes abbiamo colui che fa la bevanda nera come la pece e mi va bene. Cosa c’è di meglio per chiudere un pranzo o una cena che sia. Ma con le pasticcerie che c’azzecca Pasteus con i suoi spaghetti e penne rigorosamente lisce”?

I tre si guardarono per cercare la risposta.

“Tu non lo sai, ma ci fu un tempo antico in cui gli spaghetti erano di solo gelato e venivano serviti con sugo di fragole”, rispose in un attimo Magnataro. “Ecco la ragione della presenza di Pasteus tra i Garantes. Anzi, sarà meglio affidare il messaggio al corriere blu. Ben fatto”.

“Così metteremo a tacere il Portatore di Luce e la sua combriccola. Già immagino tutta la tiritera del Curator Alvei sullo spaghetto di gelato come lo faceva la prozia della vestale che scendeva dal Vesuvio in una notte di luna quasi piena”, sorrise Iulia Pugna.

“Invece di discettare sui Garantes, vediamo gli Scontrines”, esortò Papilionem che questa cosa delle fragole con gli spaghetti gli fece venire in mente il risotto preparato vicino all’Anfiteatro Flavio. Roba da inorridire. Anni ’80 avanti Zeus. Brrr.

La vestale della Guerra delle Pasticcerie

“Ma Gennarina Dulcex, la Guardiana delle Vestigia a tempo andato, ha mandato la lista consuntiva?, chiese Magnataro.

“Lo sai bene che lei non tocca papiri con su i numeri e dunque non ti aspettare da lei che zeppole e babà”, tagliò corto Papilionem.

“Ecco, scusate, a proposito di numeri ma come mai abbiamo Caseus e Gluten tra i Garantes e non c’è il Perrellante Festante?. E non mi dite che nei dolci ci va grano e latte perché noi siamo super partes come con le pizze”, incalzò il cavalier servente.

“Ma santa Era, proprio ora devi divertirti a sciogliere gli enigmi della Sfinge con tutti questi papiretti da controllare? E mica in tutti i dolci ci va il grano e il latte. Mica qui si fanno solo pastiere!”

“A proposito, ho assaggiato la pastiera della giovane Pellecchiella. Sapete quella della pasticceria che vede sempre il sole sul cocuzzolo del vulcano. Si dice sia stata una strega nei tempi oscuri prima che il dolce fosse conosciuto dai mortali al di qua delle Alpi. E poi sia diventata ninfa con le ali che quando parla sparge tutt’intorno profumo di albicocche. Non usa la ricotta di pecora e già questo sarebbe sacrilegio. Ma è buona, buonissima. Ve la farei assaggiare, ma l’ho finita in uno scoccar di freccia”, provò a deviare il giudizioso Papilionem.

“Ecco vedi, c’è il latte”, si riprese il cavalier servente.

“Orsù basta. Abbiamo tante cose da assaggiare!”, replico Magnataro alquanto spazientito. Prese ad elencare.

La Guerra delle Pasticcerie e i 10 migliori dolci

guerra delle pasticcerie
  1. Migliore Babá
  2. Migliore Sfogliatella
  3. Cassata
  4. Cannolo
  5. Panettoni e Lievitati
  6. Dolce al cioccolato
  7. Tiramisù
  8. Gelato e Granita
  9. Torroni e Confetteria
  10. Praline e cioccolato

“Vedi, non ci sono le pastiere!”, esclamò all’indirizzo del cavalier servente.

“Ah ecco. Ma che ci va nel babà?”, gli fece un po’ smarrito mentre cercava l’incunabolo di Gennarina Dulcex nello zaino modello Archimede tuttapelle.

“Il rum”, fece decisa Iulia Pugna.

“Ma cassata e cannolo non hanno latte e derivati”, controbattè risentito.

“E nel tiramisù non ci va mascarpone o almeno panna? E il gelato? Solo acqua?”, prese nota sulle punta delle dita.

“Panettone e lievitati si fanno con le spighe della gran madre Cibele”, osservò.

“Conta e somma”, lo zittirono in tre.

La controffensiva

La guerra delle pasticcerie

“Il momento è grave”. Curator Alvei non aveva dubbi. “Portatore di Luce preparati a una nuova guerra. Dopo il salato arriva il dolce e non penso sia tanto dolce”.

“Ahimè, dovremo levare a Zeus il calice di fiele che questa nuova stagione ci porge”, gli fece il Portatore di Luce mentre si lisciava i lunghi capelli.

“La guerra del panettone sarà lunga e dolorosa, ma non di meno ci perderemo tra cassate, cannoli, sfogliatelle ricce e lisce”, gli rispose.

“Ma che c’azzeccano gli spaghetti, proprio non lo capisco. Se parliamo di spaghetti con il gelato valgono anche le pesche sciroppate a mo’ di uova al tegamino”, si spazientì il Curator Alvei.

“Ragiona, mio caro e saggio amico. Guarda ai Garantes. Pasteus è colui che ha elevato al grado di somma Guardiana delle Vestigia andate Gennarina Dulcex che tra un catalogo e un altro assaggia e dipinge. La sua mano si è stesa sulla pasticciotteria e ne vedremo delle belle. O delle brutte”, gli spiegò il Portatore di Luce.

“Per Zeus e tutte le sue sirene, hai ragione: il momento è davvero grave. Che tempo inclemente…”

“Bravo Portatore, hai trovato la soluzione. Che si dia campo libero alla Messaggera dell’agro nocerino-arnese. Che ci sia una pioggia di pomodori confit, di spaghetti irpini e di alveoli mal riposti. Che la guerra dei panettoni e delle pasticcerie abbia inizio in nome della tradizione”, gonfiò il petto Curator Alvei. “Mi rammarico solo che non ci sia con noi Olaf il Rosso, ma lo scontro con Masuccio Casertano è stato troppo.

Ora come non mai c’è bisogno di mettere nel bersaglio colei che da strega è diventata fata: la pasticceria.

[Immagine: spaghetti, Pecco per mangiare]

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