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Chi in Italia invoca il vaccino Sputnik

Tutte le ultime novità in Italia sul vaccino russo Sputnik anti Covid

L’Istituto Lazzaro Spallanzani ha promosso il vaccino russo, lo Sputnik V. Il sì della commissione esaminatrice dell’INMI Spallanzani arriva dopo la pubblicazione degli esiti della sperimentazione di fase 3 (quella clinica) sulla prestigiosa Lancet. Intanto i vertici di Banca Intesa Russia dicono: “Le aziende italiane hanno la capacità, e in alcuni casi sarebbero già pronte, a produrre il vaccino russo Sputnik ma serve capire qual è l’agenda del governo italiano”.

Ecco tutti i dettagli.

FALLICO (BANCA INTESA RUSSIA): “AZIENDE ITALIANE INTERESSATE A PRODURRE SPUTNIK”

Dopo il riconoscimento della rivista specializzata è cresciuta l’attenzione, anche in Italia, sullo Sputnik V, considerando anche la discontinuità nell’approvvigionamento dei vaccini Astrazeneca e Pfizer. “Le aziende italiane hanno la capacità, e in alcuni casi sarebbero già pronte, a produrre il vaccino russo Sputnik ma serve capire qual è l’agenda del governo italiano, che non appena avrà completato la sua compagine al livello dei sottosegretari potrà esprimersi al riguardo”. A dirlo è Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e dell’associazione Conoscere Eurasia a margine del forum ‘Russia ed Europa: nuove sfide per la cooperazione economica e il superamento della pandemia’. Il Fondo degli Investimenti Diretti, istituzione russa che si occupa della commercializzazione all’estero dello Sputnik, vorrebbe localizzare la produzione del vaccino in vari Paesi.

I RAPPORTI FRA ITALIA E RUSSIA SUL VACCINO SPUTNIK

Russia e Italia hanno obiettivi convergenti ma per poter agire occorre aspettare che il governo Draghi venga legittimato dal voto parlamentare. “Per quanto riguarda l’Italia – continua Fallico -, sono stati già acquistati dei macchinari italiani per la produzione del composto in un impianto a San Pietroburgo. Ci sono offerte da parte italiana, di un’azienda che è partecipata da un fondo americano, basata vicino a Siena, che sarebbe pronta a fare una joint-venture, perché ha bioreattori liberi. La parte russa è ovviamente interessata. Ma tutto questo deve avere la benedizione delle nostre autorità. Che devono decidere se produrre il vaccino di altri o di quelli già registrati, come Pfizer, AstraZeneca o Moderna. La volontà da parte degli imprenditori c’è, quella russa anche. Non appena si conclude la nuova compagine di governo questo tema potrà essere affrontato”.

IL Sì DELLO SPALLANZANI: SPUTNIK OTTIMO PROFILO DI SICUREZZA

Intanto in questi giorni l’Istituto Lazzaro Spallanzani ha dato il suo placet a Sputnik V. “Ottimo profilo di sicurezza a breve termine. Risposta immunitaria comparabile a quella dei vaccini già autorizzati. Dati di efficacia clinica comparabili a quelli dei due vaccini più efficaci attualmente disponibili”. A riconoscerlo è il gruppo di lavoro di quattro medici presieduto dal direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia: ”Si ritiene che il vaccino Sputnik V possa avere un ruolo importante nei programmi vaccinali contro Sars-CoV-2”. Il sì è arrivato una volta che il vaccino russo ha superato le tre fasi di controllo e ha dimostrato assenza di tossicità, capacità di immunogenetica, cioè di indurre la produzione di anticorpi, e capacità proteggere dall’infezione.

IL NODO SPERIMENTAZIONE PER SPUTNIK

Lo Spallanzani ha prodotto una tabella sull’efficacia dei vaccini anti covid-19. I più efficaci sono Pfizer e Moderna, che coprono rispettivamente al 95 e al 94%. Segue lo Sputnik V con una copertura del 92%. C’è poi Astrazeneca, con un’efficacia del 60% se la seconda dose si fa a 4 settimane, dell’82% se il richiamo è inoculato a 12 settimane. Tuttavia, per quanto riguarda lo Sputnik V, tutti i dati di efficacia disponibili arrivano dall’unica sperimentazione sulla popolazione di Mosca. Questo significa un singolo gruppo etnico e un’unica autorità regolatoria e nulla si conosce circa la risposta dello Sputnik alle varianti.

REGIONE LAZIO PRO SPUTNIK

Lo Sputnik V è entrato nell’orbita dell’attenzione della sanità laziale da quando Pfizer prima e Moderna dopo hanno arbitrariamente ridotto le forniture vaccinali concordate con l’Europa con l’Italia. L’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato si è espresso a favore di altri vaccini, primo fra tutti lo Sputnik. “Guardiamo con grande interesse come Regione Lazio al vaccino russo Sputnik. Acquistarlo dalla Russia ci permetterebbe di correre sulla vaccinazione. Abbiamo anche avuto contatti con imprenditori laziali e sarebbero disposti anche a produrlo in loco”, ha detto in un’intervista di Porta a Porta l’assessore alla Sanità della Regione Lazio.

IN ATTESA DELL’OK DELL’EMA

L’introduzione dello Sputnik sul territorio europeo deve passare dall’approvazione dell’EMA, l’Agenzia europea per i medicinali. “Il Fondo russo per gli investimenti diretti ha presentato domanda all’Agenzia europea Ema, ed è iniziata la presentazione dei capitoli del dossier per la procedura di revisione progressiva – ha detto nei giorni scorsi Denis Yurievich Logunov, capo del gruppo dei ricercatori che hanno scoperto e brevettato lo Sputnik V al Corriere della Sera -. Dopo aver superato questa procedura, siamo in attesa del rilascio della registrazione del vaccino Sputnik V nell’Ue”. C’è chi, in Europa, non ha aspettato l’EMA ma ha scelto di muoversi autonomamente. È il caso dell’Ungheria che “ha deciso autonomamente di approvarne l’uso sulla base dei dati che abbiamo fornito, derivanti dagli studi clinici”, aggiunge Denis Yurievich Logunov.

ECCO I PAESI CHE USANO GIA’ IL VACCINO RUSSO

Secondo la scheda diffusa delle autorità russe, Sputnik V ha un’efficacia del 90%, con piena protezione contro i casi severi di Covid. Tuttavia l’iter approvativi dell’EMA non consentirebbero l’ingresso del vaccino russo nel territorio europeo prima di aprile. Sono già molti, però, i paesi che stanno utilizzando lo Sputnik. “Abbiamo avuto l’autorizzazione all’uso emergenziale in 23 Paesi: Russia, Bielorussia, Serbia, Argentina, Bolivia, Algeria, Palestina, Venezuela, Paraguay, Turkmenistan, Ungheria, Emirati Arabi Uniti, Iran, Repubblica di Guinea, Repubblica Serba, Tunisia, Armenia, Nicaragua, Messico, Libano, Myanmar, Pakistan e Bahrain – ha aggiunto lo scienziato russo -. In tutti questi Paesi, la vaccinazione è già iniziata o inizierà nei prossimi giorni”.

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