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Chi vuol far scoppiare il caso Durigon nel governo

Che cosa succede nella maggioranza di governo sul sottosegretario leghista all’Economia, Claudio Durigon. Il punto dell’Agi, l’agenzia stampa diretta da Mario Sechi

Pd, 5 stelle, Leu e anche esponenti di Forza Italia.

Partiti e componenti del governo di schierano contro Claudio Durigon, il sottosegretario leghista all’Economia che l’altro giorno ha proposto di dedicare ad Arnaldo Mussolini, fratello del duce, il parco pubblico di Latina intestato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Per il segretario dem, Enrico Letta, il parlamentare della Lega deve dimettersi perche’, spiega al Fatto, le sue affermazioni “in un colpo solo infangano l’antifascismo da cui e’ nata la nostra Repubblica e la memoria di due eroi civili”.

Anche Stefano Patuanelli, ministro dell’Agricoltura, chiede al sottosegretario un passo indietro. “Credo che sia intollerabile cio’ che ha detto e credo che non sia compatibile con la sua permanenza al governo”, afferma il ministro che spera “non si arrivi alla mozione di sfiducia” presentata dal Movimento 5 stelle.

Un documento che Elio Vito, deputato di Forza Italia, è pronto a votare: “L’antifascismo – spiega su Twitter – e’ un valore fondante la Repubblica. Non possiamo pubblicare ogni anno foto di Falcone e Borsellino e poi restare indifferenti. Spero di non essere il solo in FI”, sostiene.

Nel Movimento in molti confermano la richiesta di dimissioni. “L’Italia democratica e antifascista le pretende, altrimenti sarà inevitabile una mozione di sfiducia”, dice il presidente della commissione Giustizia della Camera, Mario Perantoni, e Vittoria Baldino, capogruppo M5s in commissioni Affari costituzioni, ribadisce che le parole di Durigon sono “incompatibili con la sua permanenza all’interno del Governo”. Anche dai partiti della sinistra si levano voci di protesta.

Per il senatore di LeU Francesco Laforgia, l’esponente leghista “ha oltrepassato un limite invalicabile. Penso che il presidente Draghi debba prendere le distanze da un membro del suo Governo che pratica il revisionismo storico infangando i principi Costituzionali”, sottolinea. Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana

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