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Combattenti, una lunga storia di passione prima della resa

C’era una volta la Trattoria dei Combattenti. Chiusa oramai da tempo, dopo lo sgombero i suoi locali saranno in parte occupati dal Museo Giovio nell’ambito del progetto per l’esposizione delle monete d’oro, da anni ormai alla ricerca di un luogo definitivo dove mettersi in mostra. In questo antico e bellissimo angolo di Como dimenticato da tutti, lì dove persino il cancello al paradiso dei giardini pensili è chiuso, è rimasta solo la storica Società Bocciofila della Combattenti. Per quanto tempo ancora?

combattenti presidente e vice

I custodi di questo angolo di storia della città sono Lino Tettamanti e Marco Zampieri, rispettivamente presidente e vice-presidente dell’associazione bocciofila di Como, una vera e propria istituzione della città, nata nella prima metà degli anni ’20 del Novecento. Negli anni ’60 la copertura dei campi di via Balestra con una bar che funzionava e molti soci che giocavano. “Abbiamo resistito fin qui, raccontano Tettamanti e Zampieri – anche per dare una mano agli anziani che ancora frequentano la Combattenti. Lo abbiamo fatto sostenendo fin qui la struttura, anche rimettendoci di tasca nostra”.

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“Ma ora – aggiungono – con sempre meno persone che giocano e senza una bar, mancano le minime risorse per continuare e non ce la sentiamo più di proseguire. Andremo avanti ancora qualche mese ma visto che in Comune nessuno ci ha mai dato una mano saremmo costretti a chiudere”. Sono animati dalla passione per il luogo e per le loro bocce, ce ne mostrano ogni angolo come fosse una loro creatura. E per quei pochi anziani che ancora si ritrovano sui campi e intorno ai tavoli da gioco, la bocciofila è ancora una casa dove ritrovarsi tra amici.

combattenti giochi

“Nei giardini della Combattenti – ricordano Lino e Marco – ci sono anche dei giochi distrutti dall’incuria. Nessuno ha fatto niente per sistemarli, nonostante le nostre continue segnalazioni. Spesso alcuni bambini entrano finita la scuola ed è molto pericoloso. Da quando la trattoria è stata chiusa, tutto è abbandonato, anche il verde”. Insomma il destino sembra oramai segnato. I costi e i ricavi non tornano. E per chi ha ancora il pallino delle bocce non ci sarà più posto in città murata.

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