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Comunali a Milano, Gabriele Albertini è tentato: il desiderio dell’ex sindaco-amministratore di essere il “Greppi del post Covid”

Gabriele Albertini tentato dall’accettare la candidatura a Palazzo Marino per il centrodestra. L’ex sindaco dal 1997 al 2006, che fino a poco tempo fa rispondeva “assolutamente no ” ai fedelissimi che gli chiedevano la conferma su una eventuale disponibilità, ora ci sta pensando. “Non confermo e non smentisco – dice a Un giorno da Pecora su Radiouno – . Il precedente del ‘ 97 mi inquieta, ma è passato molto tempo. Non lo so. Di definitivo c’è solo la morte”. Dopo che non solo Silvio Berlusconi, ma anche Matteo Salvini sono tornati alla carica pur di provare a sbloccare lo stallo sulla scelta del candidato che per il centrodestra dovrà sfidare il sindaco uscente Beppe Sala in autunno. Il sogno di Albertini sarebbe quello di interpretare il ruolo che Antonio Greppi ebbe per Milano nel Dopoguerra. “È evidente che esiste un ante Covid e un post Covid”, aveva dichiarato in una recente intervista. Esattamente come per l’attuale sindaco Sala ci sono stati un pre Expo e un post Expo.

“Milano non sarà più quella di prima, almeno nel medio termine – è sempre il pensiero di Albertini – . I trasporti, l’urbanistica, le relazioni inevitabilmente cambieranno. Questo vale per tutte le metropoli. I più grandi think tank internazionali immaginavano la concentrazione della popolazione nei grandi centri urbani. Un trend che probabilmente si invertirà perché le persone vorranno vivere in un luogo diverso dalla città”. Parole che oggi sembrano assumere un significato profetico. Come quando usando una metafora sostenne che “la nostra barca è in balia di un uragano e alla guida abbiamo una classe dirigente politica non adeguata “, ma aggiunse che “tuttavia, il governo Draghi rappresenta quella ventata di ottimismo che può portare energia e una visione strategica nuova”.

Ed è proprio questa visione che, se prendesse quota la candidatura di Albertini, l’ex sindaco vorrebbe mettere al centro di un suo programma e della sua eventuale squadra. A cominciare da una lista civica che potrebbe riunire alcuni nomi della società civile milanese. Convinto più che mai che gran parte dei progetti che hanno cambiato negli anni lo skyline della città sono nati all’epoca della sua amministrazione. Nulla comunque è ancora deciso in attesa di nuovi sondaggi per verificare il nome più competitivo tra quelli che finora si sono fatti avanti. Da Maurizio Lupi a Roberto Rasia fino a Simone Crolla. Lupi ha già fatto sia il ministro che l’assessore, ma certo Albertini potrebbe contare non solo sulla sua popolarità in città, ma anche sulla conoscenza della macchina comunale. Salvini ha fatto il primo passo. La coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, Daniela Santanché, assicura che “Salvini e Giorgia Meloni vogliono vincere”, che “tutti i nomi usciti finora partono alla pari”, ma che proprio per questo “dobbiamo scegliere il nome migliore per vincere”. Il leader della Lega Salvini vorrebbe lanciare il candidato anti- Sala con un evento all’aperto appena le condizioni sanitarie lo permetteranno. In modo che la presentazione del candidato sindaco del centrodestra coincida con le riaperture. Certo nel centrodestra c’è la consapevolezza che a Milano sarà una partita difficilissima. Anche se sul sito di Albertini campeggia una frase scritta da Indro Montanelli nel 1997: “Dei tre cavalli che corrono per Palazzo Marino, Albertini sembra il meno interessato alla gara. Mi ricorda Ribot, che a prima vista nessuno avrebbe dato come vincente, non avendo l’aspetto del grande galoppatore. Poi però scendeva sulla pista, correva da par suo, vinceva e se ne andava più seccato di prima“.

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