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Comunali di Milano, il gran rifiuto di Albertini: “Se fossi stato eletto, avrei voluto Sala vicesindaco”. Salvini: “Nel centrodestra troppi no”

“Alcuni sondaggi mi avevano inaspettatamente indicato come valido antagonista del sindaco uscente” in occasione delle prossime comunali. “E Matteo Salvini aveva presentato in pubblico e da solo la mia candidatura”. Comincia così la lettera che Gabriele Albertini ha affidato alle colonne di Libero per spiegare la motivazione del suo ritiro dalla corsa a poltrona di sindaco di Milano per il centrodestra. Decisione che fa spazientire Salvini: “Nel centrodestra troppi no” sbotta il leader leghista.

L’articolo in prima pagina dedicato all’addio di Albertini è intitolato “Grazie per l’affetto, ma resto in famiglia”. Accanto, l’editoriale del fondatore Vittorio Feltri che esprime tutto il suo rammarico: “La tua rinuncia è il funerale di Milano”.

Albertini ringrazia il leader della Lega che, “nel propormi, ha superato le tante divergenze politiche da che ci conosciamo, 24 anni”. “Gli avevo fatto presente – scrive ancora Albertini sul quotidiano diretto da Pietro Senaldi – le mie contrarietà di carattere personale e familiare ad accettare il gravoso lavoro. Avrei rivissuto, da carnefice e da vittima, quella nuova fattispecie di reato: ‘il sequestro di persona del consenzientè (come avevo definito la vita del sindaco di Milano), e una sicura ccrisi coniugale, essendo mia moglie contrarissima, oltre a ridurre considerevolmente il mio reddito”.

“Fossi stato eletto avrei voluto Beppe Sala vicesindaco”

Poi rivolge “un pensiero” che, dice, “forse non piacerà a Salvini”, ma che nel giorno del suo rifiuto sembra quasi apparire una sorta di ‘concessionè al suo mancato rivale. “Se fossi stato eletto – rivela – ecco il mio primo atto di sindaco di Milano: chiedere a Beppe Sala di entrare nella Giunta municipale come vicesindaco, magari accompagnato da alcuni assessori suggeriti da lui o dalle forze politiche responsabili che lo sostengono”.

“Lo ringrazio per le sue parole e la sua stima – replica Sala su Twitter – E’ un gentiluomo e non lo scopriamo certamente oggi. Ora però mi attende una sfida impegnativa: convincerlo a votare per il suo futuro, mancato vice”.

Albertini oggi nella sua lettera dice che mi avrebbe voluto come vicesindaco. Lo ringrazio per le sue parole e per la sua stima. È un gentiluomo e non lo scopriamo certamente oggi. Ora però mi attende una sfida impegnativa: convincerlo a votare per il suo futuro, mancato vice 🙂

— Beppe Sala (@BeppeSala) May 6, 2021

 “In altre circostanze – sottolinea ancora Albertini per spiegare questa ‘anomalià politica – non avrei mai pensato a un progetto così insolito, così inconcepibile, perfino farneticante. Ma viviamo tempi molto particolari e gravi. Dopo l’inverno della pandemia, ecco questa primavera in cui vogliamo tornare vivi per vedere risorgere Milano, anche distribuendo in sintonia con il Governo la quota di Investimento del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza destinato alla nostra città”.

Quindi cita chi, tra i tanti, gli “hanno indirizzato pubbliche lodi”, come Riccardo De Corato, Paolo Del Debbio, Fabrizio De Pasquale, Attilio Fontana, Giulio Gallera, Mariastella Gelmini, Letizia Moratti, Licia Ronzulli, Cristina Rossello, Sergio Scalpelli. E, “in particolare, il presidente Berlusconi“.

Albertini ammette: “Stavo per cedere…”

“Si sono costituiti addirittura dei comitati – aggiunge poi – un’esagerazione, certo, che qualcuno può considerare perfino patetica”. “Profondamente colpito – confessa – hanno iniziato a vacillare alcune certezze orientate alla rinuncia“.

“A vent’anni la felicità più intensa si prova nella passione dell’amore corrisposto – argomenta Albertini – a 70 nell’essere rimpianto. Ho scoperto la perfetta gioia di quel ‘grazie per quel che hai fatto’, ecco che allora stavo cedendo”. “Come posso ignorare tutto questo? – aggiunge – come faccio a guardare altrove? Stavo per cedere, per dire sì. Mi aspetta una vita da ‘sequestratò ma lo sopporterò, perdo dei soldi ma posso farne a meno…”.

“Ma – afferma Albertini – mi sono fermato davanti alla mia famiglia…’bicellularè (siamo solo in due a vivere insieme) e a mia moglie non potevo infliggere un disagio per Lei insopportabile per un terzo quinquennio”. Quindi le scuse: “Vi chiedo scusa se mi sono sottratto alle vostre attese e ho sperato di trascorrere serenamente con la mia famiglia finché ci sarà salute l’ultimo ottavo di vita media. Spero vorrete perdonarmi”. Albertini ringrazia infine amici e cittadini che dice di averlo “sostenuto con parole che solitamente ai funerali vengono rivolte al defunto che non può ascoltare mentre io le ho sentite da vivo e mi hanno profondamente commosso”.

Salvini: “Nel centrodestra troppi no come per Bertolaso”

”Sono mesi – è il commento del leader della Lega, Matteo Salvini – che cerco di costruire e unire il centrodestra in vista delle amministrative. A Roma e Milano avevamo i candidati giusti: Bertolaso e Albertini, ma altri hanno detto ‘Nò per settimane e mesi e loro hanno perso la pazienza. Ora spero che chi non era d’accordo abbia proposte alternative, perché sia nella Capitale che nel capoluogo lombardo possiamo e dobbiamo vincere. Entro poche settimane dobbiamo decidere”.

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