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La tecnica di Maria Flora Cocchi, artista con un passato da insegnante e costumista, è decisamente particolare. Si esprime attraverso la fotografia, ma lo fa a modo tutto suo, con un intenso lavoro di post produzione. La Cocchi, infatti, per la realizzazione delle sue opere, mette insieme fotografie da lei stessa eseguite, dando luogo a un risultato onirico e concettuale. I suoi lavori rimandano sempre a qualcosa di preciso, con il soggetto che non ha un fine esclusivamente estetico, ma che vuole sempre trasmettere un messaggio – non a caso l’artista nomina la sua poetica figurazione simbolica. Sono moltissime le creazioni di Maria Flora Cocchi, ma mi piace qui parlare di una delle sue ultime, dedicata al periodo che stiamo attualmente vivendo, che prende il titolo di Seconda ondata, dove una Dea bendata tiene tra le mani un uovo, emblema della vita, indicando una freccia (che per la Cocchi è la Pandemia), che viaggia in direzione di un putto piangente, simbolo dell’umanità. Nonostante questo, si nota una speranza, visto che a sinistra sta nascendo un sole nuovo, portatore di una rinascita concreta e spirituale. Sono moltissime le tematiche trattate dalla Cocchi, che hanno a che vedere con l’uomo e con l’esistenza, questo attraverso un’autentica rielaborazione della storia e del mito, due elementi molto importanti nella sua concezione artistica della fotografa, la quale, grazie a un geniale lavoro di post-produzione, riesce a trasformare il materiale raccolto in intense creazioni, con cromie dal sapore pittorico.

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