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Concerto di Christian Leotta su Beethoven a Cernobbio – CiaoComo

Proseguono i concerti di Christian Leotta su Beethoven, il 10 novembre a Cernobbio “Il linguaggio universale della musica: le 32 sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven

Di ritorno dal recente, importante successo al Senato a Praga, dove lo scorso 16 ottobre ha tenuto un acclamatissimo concerto (e dove tornerà il prossimo anno, su invito dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Ceca, Mauro Marsili), il pianista Christian Leotta è rientrato per proseguire il ciclo “Il linguaggio universale della musica: le 32 sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven”: il quarto appuntamento della tournée è in programma giovedì 10 novembre alle ore 21 nella Sala Polifunzionale del Comune di Cernobbio, in Via Regina 5 (presso la scuola Don U. Marmori).

In programma la Sonata n. 6 in Fa maggiore, la Sonata n. 15 in Re maggiore op. 28, la Sonata n. 22 in Fa maggiore op. 54 e la Sonata n. 31 in La bemolle maggiore Op. 110.

Portare la grande musica fin quasi sulla soglia di casa, anche per coloro che non hanno la possibilità di raggiungere le sale da concerto nei capoluoghi, è l’obiettivo di questo progetto innovativo, che tocca altri 7 comuni del territorio lariano in una tournée di 10 concerti, fino al 30 marzo 2023, che intende proporre l’esecuzione integrale di tutte e 32 le Sonate per pianoforte di Beethoven.

Il programma:

La Sonata n. 6 in Fa maggiore è la seconda del gruppo di tre Sonate che compongono l’op. 10, scritta da Beethoven fra il 1796 e il 1798: “Il primo tempo, un “Allegro”, è in Forma sonata – spiega Christian Leotta, ed è dominato da un carattere gioioso e brillante. Il secondo tempo, un “Allegretto” dall’incedere misterioso, è in tonalità minore, in contrasto con il clima spensierato del movimento precedente. Il terzo tempo, un “Presto” ci riporta nella tonalità d’impianto di Fa maggiore, concludendo questa Sonata con una delle pagine più virtuosistiche del primo Beethoven”.

La Sonata n. 15 in Re maggiore op. 28 è conosciuta con l’appellativo di “Pastorale”, dovuto al carattere agreste soprattutto del suo Finale. Tale titolo però non è di Beethoven, bensì dell’editore Cranz, lo stesso che battezzerà con il nome di “Appassionata” la Sonata n. 23 op. 57. “Il primo tempo, un “Allegro” – racconta Leotta, è di proporzioni assai sviluppate. Il Primo tema presenta una lunga linea melodica, caratteristica che domina anche il Secondo tema. Lo sviluppo presenta un climax assai drammatico, preceduto da un lungo crescendo emotivo e dinamico. Una “coda” conclude il primo movimento. Il secondo tempo, un “Andante”, scritto nella tonalità contrastante di Re minore, presenta un tema molto sviluppato da un punto di vista armonico, sostenuto dagli staccati della mano sinistra. Il terzo tempo, un breve “Scherzo”, presenta un “Trio” con interessantissime elaborazioni armoniche”. Il “Rondò” finale chiude questa Sonata in un’atmosfera serena, pur presentando un episodio centrale assai drammatico, stemperato dalla ripresa del Primo tema e del successivo Secondo tema, e da un “Più allegro quasi Presto” conclusivo, assai brillante e virtuosistico.

Christian Leotta su Beethoven a Cernobbio il 10 novembre

La Sonata n. 22 in Fa maggiore op. 54, è stata scritta nel 1804 ed è composta unicamente da due tempi. Il primo di essi reca l’inusuale indicazione agogica di “In Tempo d’un Menuetto”, ed è assai enigmatico nel suo incedere, presentando un forte contrasto fra il Primo tema, calmo e melodico, e il Secondo, recante l’indicazione di “sempre forte e staccato”, che presenta fra l’altro la successione più lunga di ottave in entrambe le mani di tutte le 32 Sonate. Il secondo movimento, un “Allegretto”, è una sorta di moto perpetuo a due voci, anch’esso assai singolare nella sua forma, ricco di complesse elaborazioni armoniche (vedi il largo utilizzo di note comuni a diverse tonalità nella sezione centrale) che anticipano di diversi decenni compositori del tardo Romanticismo. Un “Più Allegro” finale, dal carattere assai virtuosistico, conclude questa breve Sonata, da annoverarsi certamente fra le pagine meno convenzionali e più sperimentali di Beethoven.

La Sonata n. 31 in La bemolle maggiore Op. 110 è stata composta nel 1821, ed è l’unica dell’ultimo periodo che non rechi alcun dedicatario. Si tratta di una “meravigliosa riflessione sull’esistenza umana, che Beethoven ha voluto mirabilmente tradurre in Forma sonata, riuscendo qui a fondere come mai prima d’ora (e come nessun altro compositore potrà fare dopo di lui), forme arcaiche quali la Fuga e l’Aria, ponendole in funzione drammatica fra esse come lo potrebbero essere un Primo e un Secondo tema. Il primo tempo – prosegue Christian Leotta, un “Moderato cantabile molto espressivo”, presenta tutti i tipici elementi di un primo movimento in Forma sonata. Qui l’attenzione di Beethoven è concentrata, più che sull’innovare la forma, sulla straordinaria ricerca espressiva. Il secondo tempo, un “Allegro molto”, è in contrasto con la calma del precedente movimento, e presenta dinamiche molto differenti in rapida successione, passando numerose volte dal “Forte” al “Piano” improvvisamente e senza alcun preavviso. Il successivo e conclusivo “Adagio ma non troppo” è uno dei momenti più significativi di tutte le 32 Sonate per pianoforte e di tutta la storia della musica”. Di proporzioni assai sviluppate, presenta numerose sezioni con diverse indicazioni agogiche, fra le quali spiccano una “Fuga” a tre voci, e un “Arioso dolente” (Klagender Gesang), dove Beethoven riesce a superare davvero ogni limite espressivo dello strumento, trattando qui il pianoforte al pari della voce umana, capace al suo pari di commuovere l’ascoltatore. Il movimento termina con la ripresa del “tempo primo”, con la quale l’Op. 110 si conclude in un clima di grande splendore e gioia di vivere.

Il concerto è organizzato dall’Associazione Melos con il sostegno di Fondazione Cariplo e con la collaborazione e il contributo del Comune di Cernobbio.

Ingresso gratuito con prenotazione sul sito web del comune di Cernobbio 

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