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Confiscata parte del patrimonio del “re delle scommesse”

I giudici della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani hanno disposto la confisca di parte del patrimonio di un noto imprenditore, cosiddetto “re delle scommesse”. I sigilli sono stati apposti ad aziende e immobili intestati a lui e alla moglie. Per l’imprenditore, ritenuto “socialmente pericoloso“, è stata decisa anche la sorveglianza speciale per tre anni e mezzo da scontare se diventerà definitiva la condanna subita in primo grado a 18 anni per mafia, estorsione e intestazione fittizia di beni.

Quando ci fu la perquisizione in casa dell’uomo i carabinieri trovarono nell’abitazione a Campobello di Mazara (TP) otto lingotti e centinaia di migliaia di euro in contanti.

I giudici hanno disposto, invece, il dissequestro delle quote societarie di tre soggetti titolari delle quote di una società che gestiva scommesse on line. Questi non erano coindagati e per i giudici non sarebbero prestanome del “re delle scommesse”. Dissequestrata anche la ditta individuale di un uomo con sede a Mazara del Vallo (TP) e alcuni immobili del noto imprenditore e di sua moglie.

I lingotti erano conservati in cassaforte assieme a 51mila euro in contanti. Altri duecentomila euro furono rinvenuti nella casa, in particolare nel ripostiglio, in camera da letto e dentro il lavabo del bagno nascosti in dei sacchetti sottovuoto, oltre che in mansarda e in macchina. 

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