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Congedi nascita uguali per mamme e papa’ ?

Introdurre periodi di congedo uguali per mamme e papa‘. E’ questa la politica che si vorrebbe seguire  anche in Italia.

La Spagna ha da poco sancito   il principio di corresponsabilità’ di madri e padri  nella gestione di un neonato .  I  neopapa’ spagnoli dal 2021 godranno  infatti di 6 settimane obbligatorie piu’ altre 10 facoltative retribuite al 100%. Quattro mesi in tutto. Personali. E  non trasferibili alla mamma. Anche alla madre spetterà’  un periodo analogo, non trasferibile,  che potra’ alternare o no col padre. Equiparare  quindi i periodi di congedo dei genitori  senza possibilita’ di scelte diverse. Per cambiare la mentalita’ corrente .  E la tendenza a vedere solo nella donna il fulcro della famiglia.

Congedi nascita uguali  anche per i genitori italiani  ?

La legge italiana  recentemente ha portato a dieci i giorni di paternita’ obbligatoria RETRIBUITA al 100% .  Per educare   i papa’ nostrani a prendersi cura della famiglia  e per adeguarsi  alle direttive europee.

Solo il 7% dei papa’ italiani  pero’, secondo l’ Istat ,  conclusi i dieci giorni di congedo obbligatorio , si avvale del congedo facoltativo   (retribuito   al 30%) .  Lasciando che siano le madri a chiederlo .

Per questo anche in Italia si sta lavorando ad una legge simile a quella spagnola. Una legge che, fermo restando il congedo obbligatorio di maternità di cinque mesi ( due prima e tre dopo il parto ) già esistente, preveda l’introduzione di un congedo di paternità obbligatorio di tre mesi, e una copertura del 100% della retribuzione sia per le mamme sia per i papà . Al momento la copertura per le mamme è all’80%, e sale solo grazie a contratti integrativi aziendali.

I pro e i contro dal punto di vista delle mamme

Al di la’ delle buone intenzioni e dei proclami sul sacrosanto diritto di noi donne di ridistribuire in modo equo i pesi e i carichi familiari, una legge come quella spagnola porterebbe  a delle iniquità’.   Anche se , di riflesso,   le mamme si vedrebbero riconosciuto un pieno indennizzo retributivo al posto dell’attuale 80%. Ma i vantaggi per le donne finirebbero qui.  Il modello spagnolo  infatti se da un lato da’ dall’ altro toglie.   Toglie  infatti alle mamme la possibilita’ di scelta. Tornare a lavoro subito dopo i tre mesi obbligatori o usufruire di qualche mese in piu’ per stare accanto al figlio. Considerando inoltre che l’allattamento al seno e’ consigliato fino al sesto mese.

I papa’sono sempre e solo maschilisti?

Attualmente in Italia  al termine del congedo obbligatorio materno si da ‘la possibilita’ ad entrambe i genitori di restare a casa altri sei mesi in tutto . Sei mesi che i genitori possono  gestirsi  come vogliono. Generalmente e’ la  mamma che usa tutti questi sei mesi. E non e’ detto che sia per maschilismo. O per mancanza di responsabilita’ dei papa’. Molte sono le donne infatti che dopo il parto hanno bisogno di un periodo di riposo piu’ lungo.  A differenza di un uomo. E i motivi possono essere tanti.

Congedi nascita uguali non significano  parita’

La parita’  quindi non passa  togliendo qualche mese facoltativo in piu’ alle mamme  per allungare  l’obbligo dei papa’ che restano a casa.  Ma riconoscendo alle mamme ,  oggi , anche nel tempo di congedo facoltativo,  qualora lo scelga,  una retribuzione che arrivi almeno fino all’80% dello stipendio. Come gia’ accade nel Nord Europa. Se e’ giusto retribuire al 100% il tempo che i padri passano con i figli allo stesso modo e’ giusto valorizzare il tempo delle madri. Anche quello facoltativo.

Che impatto avrebbe  l’equiparazione dei congedi sulla società’?

Bastera’  un congedo piu’ lungo a convincere i papa’ a occuparsi dei figli una volta terminato il periodo obbligatorio?  Cambiera’ la cultura sociale? Cambieranno le abitudini delle famiglie? Riuscira’ la donna a sgravarsi del 50% delle incombenze domestiche?  Aumentera’ la partecipazione attiva delle donne nel mondo dell’economia e della politica?

Una cosa e’ certa. Congedi paterni piu’ lunghi  graverebbero  maggiormente sulle tasche dei contribuenti poiche’ le retribuzioni maschili superano in modo significativo quelle femminili. La Ragioneria dello Stato calcola  infatti che ogni giorno di congedo  paternità’ costi 1,2 milioni in piu’ di quello delle mamme. Ma diciamolo. Se servisse  per cambiare la mentalita’ maschile,  i benefici supererebbero i costi.

Paola Calvisi

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