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Conti e Gabbiadini, promesse non mantenute di Zingonia: alla Sampdoria cercano fortuna

Bergamo. Manolo Gabbiadini ed Andrea Conti hanno lasciato l’Atalanta in due momenti diametralmente opposti. Il primo, classe 1991, è andato via nel 2012, al termine di una stagione chiusa a metà classifica, una delle tante: direzione Juventus, anche se il bianconero non l’ha mai vestito, portando nelle casse nerazzurre poco più di 10 milioni di euro. Il secondo invece, 28 anni compiuti lo scorso 2 marzo, è partito al termine della stagione 2016/17, la prima sotto la giuda di Gian Piero Gasperini, all’inizio di un ciclo storico: scelse di trasferirsi al Milan per quasi 25 milioni di euro.

Oggi, all’inizio della stagione 2022/23, i due prodotti di Zingonia condividono la maglia della Sampdoria. E alla prima giornata si trovano di fronte proprio il loro passato comune. Nessuno dei due, però, sarà in campo. Gabbiadini è alle prese con il recupero dopo la lesione del legamento crociato rimediata a inizio 2022. Anche Conti è finito sotto i ferri per risolvere un problema al ginocchio che si porta dietro da tempo e gli sta impedendo di avere continuità.

Guardando indietro, tornando al momento in cui hanno lasciato l’Atalanta, nessuno dei due sembra aver rispettato le aspettative che erano riposte su di loro a inizio carriera. L’attaccante di Calcinate si è senza dubbio tolto le migliori soddisfazioni e la quota di 62 goal in Serie A con 243 presenze non è certo da sottovalutare. Nei suoi anni alla Sampdoria ha sempre garantito un buon contributo e anche al Napoli, quando aveva il delicato ruolo di vice-Higuain, se l’è cavata molto bene. E vanno aggiunte le 11 presenze in Nazionale (con 2 reti).

10 anni fa però c’erano altre prospettive. Ed erano prospettive di Manchester United. Quando l’Atalanta di Colantuono lo rilegava ad un ruolo di comprimario, nella stagione 2011/12, si era informato su di lui il leggendario Sir Alex Ferguson, che lo avrebbe voluto portare all’Old Trafford. Il suo agente Silvio Pagliari al tempo aveva confermato: “Non faccio nomi di squadre, però dico che in Inghilterra e in Spagna è seguitissimo e anche in Italia c’è grande interesse”. In Premier ci è andato, ma “solo” al Southampton.

Manolo Gabbiadini

La carriera di quel ragazzo che al tempo era solo la riserva di Moralez e Denis ha preso un’altra piega: non è arrivato al top come ci si aspettava, ma è riuscito comunque a mantenere ottimi numeri e togliersi più di una soddisfazione. Tranne una: uno Scudetto o una Coppa Italia.

Andrea Conti il titolo di Campione d’Italia lo ha sfiorato. Anzi, ufficialmente lo sarebbe anche, visto che ha fatto parte della rosa del Milan dello scorso anno. A gennaio però ha deciso di cambiare aria per provare a rilanciare una carriera che non si è messa sui binari in cui sperava il nativo di Lecco. Una brutta serie di infortuni al ginocchio gli ha tolto continuità sin da subito.

Problemi da cui non si è mai ripreso del tutto, che lo accompagnano tuttora. Acciacchi mai del tutto risolti che ciclicamente lo hanno costretto a stop più o meno prolungati e lo hanno fatto precipitare nelle gerarchie del Milan. Nella stagione 2020/21 il prestito al Parma, poi retrocesso. Da gennaio poi il passaggio alla Sampdoria, di nuovo senza continuità. Senza nemmeno la certezza di avere un ruolo centrale nelle gerarchie di Giampaolo.

Al suo addio all’Atalanta nel 2017 c’erano pochi dubbi che sarebbe stato il terzino destro della nazionale italiana negli anni a venire. Si è fermato ad una presenza, contro Israele. Con infortunio. L’inizio della fine. Sabato guarderà la sua ex squadra da avversario, ma dalla tribuna. Vicino a lui, Manolo Gabbiadini. Talenti emersi da Zingonia, con un presente lontano da quanto ci si immaginava.

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