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Contraccezione di emergenza: il farmacista non può essere obiettore

Solo sei minorenni su 10 hanno potuto acquistare la contraccezione d’emergenza in farmacia. Questo è il risultato di un’inchiesta di Donna Moderna. Federfarma: “Per un farmacista non vale l’obiezione di coscienza”.

Donna Moderna ha mandato in avanscoperta 10 minorenni tra Milano, Torino e Roma in una particolarissima e azzeccatissima inchiesta. L’esperimento ci mostra come sia ancora poco sdoganata l’informazione sulla contraccezione e non solo. Le adolescenti del 2010 non sembrano avere la strada facile.

Infatti solo sei hanno ottenuto il farmaco (3 nella Capitale, 2 in Piemonte, 1 in Lombardia), per le altre nulla da fare. Questo è inammissibile. Perché, come ribadito dal Tar del Lazio, la pillola dei 5 giorni dopo deve essere disponibile per tutte le ragazze. In seguito vedremo la vicenda nel dettaglio, con i commenti di Roberto Tobia di Federfarma e di Elsa Viora dell’Aogoi.

L’inchiesta di Donna Moderna sulla contraccezione d’emergenza per le giovani donne è stata un’idea geniale

Grazie a Donna Moderna vediamo le grandi contraddizioni sulla contraccezione d’emergenza. La difficoltà delle ragazze coinvolte nell’esperimento ci mostra come la strada da percorrere per i diritti delle donne sia ancora lunga.

Nonostante in una recente sentenza il Tar del Lazio abbia chiarito che ellaOne, la pillola dei 5 giorni dopo a base di Ulipristal acetato, rimane in vendita in farmacia, e senza ricetta, anche per le minorenni, continuano ad arrivare segnalazioni di stigma o rifiuto a dare il farmaco alle giovanissime. Non è accettabile. Per aiutarci ad aprire gli occhi la rivista ha realizzato un piccolo test nelle farmacie italiane, mandando in avanscoperta 10 minorenni tra Milano, Torino e Roma.

I risultati sono terrificanti: sei hanno ottenuto il farmaco (3 nella Capitale, 2 in Piemonte, 1 in Lombardia), ma per le altre quattro non è stato possibile acquistarlo. Due farmacisti hanno detto che non avevano la pillola, altri due(e qui il fatto è ancora più grave) si sono dichiarati contrari alla vendita.

Lo stigma della sessualità giovanile, un pregiudizio ormai obsoleto:

Quello che racconta l’autrice dell’articolo della rivista femminile ci fa riflettere. Perché anche le sei ragazze che sono riuscite a conquistare il farmaco, non hanno ricevuto l’adeguato trattamento di un cliente in una farmacia. Le ragazze hanno subito ramanzine o incassato lo stigma, più o meno velato, dei farmacisti. Un venditore non ha alcun diritto di esprimere la propria opinione sugli acquisti del cliente.

“La dottoressa mi ha chiesto cosa avevo combinato, perché alla mia età non ci si deve trovare in una situazione simile. Il tutto a voce alta, nel negozio pieno”

Anonina 16enne romana, Donna Moderna

Pensate all’equivalente di questa frase infelice riportata su un altro farmaco, come ad esempio un protettore gastrico. Sarebbe estremamente fuori luogo e assolutamente illegittimo. La stessa identica cosa vale per la contraccezione e, ribadisco, questo comportamento è inaccettabile.

Per la contraccezione d’emergenza NON serve la ricetta:

Si ricorda che ad eliminare l’obbligo di prescrizione per le under 18 è stata una determina dell’Agenzia del farmaco. La determina risale a 8 ottobre 2020. Questa ha modificato il “regime di fornitura del medicinale per uso umano EllaOne (ulipristal)”.

Si ricorda anche l’obbligo di prescrizione medica, ovvero della cosiddetta “ricetta“, è stato cancellato dall’Aifa per le donne maggiorenni già dal 2015.

Sulla presunta contrarietà di alcuni farmacisti alla vendita di EllaOne (la “pillola dei 5 giorni dopo“) si è espressa Federfarma. Il segretario nazionale Roberto Tobia ha precisato che per i farmacisti non c’è possibilità di obiezione di coscienza!

Quindi no, non esiste un’obiezione a livello legislativo come accade con i medici che “si appellano alla legge 194”. Tuttavia questo non esclude che possano esserci professionisti che, per questioni morali, abbiano alcune riserve . Tali riserve sono però destinate a rimanere nella sfera morale personale del professionista, che non ha alcun diritto legale a negare la vendita ad un cliente che ne necessita.

“Il farmacista è il professionista del farmaco e se la legge lo prevede deve venderlo”

Roberto Tobia, FederFarma

Così ha dichiarato a Donna Moderna. Roberto Tobia continua spiegando che questa pillola non fa parte dei medicinali di emergenza, che i farmacisti sono obbligati a tenere sempre a disposizione. Questo quasi a voler giustificare i farmacisti che (vero o meno) hanno dichiarato di non averla in scorta.

non possiamo, negarla se l’abbiamo

Roberto Tobia, FederFarma

ha comunque concluso.

Educazione sessuale, contraccettivi, obiezione di coscienza:

Roberto Tobia continua sottolineando l’importanza dell’informazione alle adolescenti. Vero è che un’adeguata fruibilità della contraccezione non sostituisce in alcun modo un’adeguata educazione sessuale giovanile. Questa è una premessa doverosa e importante.

“la conseguenza di un rapporto non protetto non è soltanto una gravidanza, ma anche le malattie sessualmente trasmissibili, che infatti sono in aumento. Ecco perché, quando l’Agenzia italiana del farmaco ha aperto la vendita di questa pillola alle adolescenti, ha precisato che bisogna distribuire anche un opuscolo informativo sulla contraccezione d’emergenza. Il vero nodo, nel nostro Paese, è la carenza di educazione sessuale”.

Roberto Tobia, FederFarma

Quanto ai numeri su farmacisti obiettori, da Federfarma arrivano dichiarazioni neutre, ma comunque sufficientemente rassicuranti:

non abbiamo dati ufficiali sulla diffusione di questo medicinale alle giovanissime e nemmeno sui farmacisti contrari, perché la distribuzione alle under 18 è realtà da pochi mesi. Ma se ci saranno problemi faremo sensibilizzazione e informazione con i nostri professionisti”.

Federfarma

La contraccezione d’emergenza NON è un farmaco abortivo:

Sui dubbi che il farmaco possa essere abortivo, come rivendicato dalle associazioni pro life, le risposte non sono tardate ad arrivare. Sul merito è intervenuta anche Elsa Viora, presidente Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani).

“EllaOne”, come “Norlevo” , blocca o ritarda l’ovulazione. Se la donna che ha assunto il farmaco è già incinta, la contraccezione di emergenza non funziona. Non si tratta quindi di interruzione di gravidanza.

Elsa Viora, presidente Aogoi

Ellaone è un farmaco utilizzato in tutto il mondo e non sono mai stati segnalati problemi. Questa è la rassicurazione di una professionista che ne rappresenta molti altri sul territorio Italiano.

“Non esistono controindicazioni, insomma, come si può leggere nel bugiardino, è indicata per chiunque. Certo, è un medicinale quindi può avere effetti collaterali, tipo nausea, vomito o mestruazioni più dolorose e non va presa con leggerezza. C’è stato un aumento nelle vendite da quando non serve la ricetta, e di pari passo sono diminuite ancora le interruzioni di gravidanza, ma non abbiamo dati che facciano pensare a un utilizzo improprio. Credo che spesso si tratti di giovani che si trovano davanti a un imprevisto e brancolano nel buio. Perché spesso di questi temi non si parla né in famiglia né a scuola”.

Elsa Viora, presidente Aogoi

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Articolo di Maria Paola Pizzonia

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Maria Paola Pizzonia

Studentessa di Sociologia Politica alla Sapienza di Roma e Fumettista per la Scuola Romana del Fumetto. Ha conseguito l’attestato di Scrittura alla Scuola di Narrativa e Saggistica Omero di Roma. Ha partecipato fino al 2016 agli Studi Pirandelliani di Agrigento. Ha lavorato con Live Social by Radio Capital. Assistente di redazione per Pagine Edizioni. Scrive anche per Chiasmo Magazine, Mangiatori di Cervello, Octonet. Redattrice di Metrò per Cinema, Attualità&Politica, Infonerd. Ha lavorato al progetto BRAVE GIRLS di cui si occupa attualmente.

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