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Coronavirus a Brescia, preoccupa aumento contagi e ricoveri, ipotesi nuove zone rosse. Il sindaco del Bono: “Dati inviati al Cts, decisioni a breve”

In provincia di Brescia il virus del Covid-19 sta circolando sempre di più e cominciano ad aumentare i ricoveri negli ospedali cittadini e della provincia. I dati di Brescia “sono all’attenzione del Cts nazionale che farà valutazioni a breve”. A spiegarlo è il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, che ha convocato una conferenza stampa per spiegare come ci si sta muovendo davanti ai dati che segnano un aumento dei nuovi casi. “Non sfugge a nessuno che al momento il numero di contagi a Brescia è in crescita da parecchi giorni e l’andamento adesso ha cominciato ad avere un impatto sulle strutture sanitarie, con un graduale incremento sui ricoveri”. Il sindaco ha chiesto conferma anche al governatore, Attilio Fontana e “c’è un andamento in crescita delle ospedalizzazioni” sul territorio, ha aggiunto. Il problema, ha spiegato, riguarda soprattutto “la provincia di Brescia a ovest, la zona della Franciacorta”, ma anche gli ospedali cittadini “hanno cominciato a registrare un incremento di ricoveri”. Al prefetto “abbiamo chiesto maggior controllo e severità nel colpire fenomeni che registriamo soprattutto nelle fasce giovanili e adolescenziali”.

Preoccupazione, dunque, e l’attesa di decisioni che potrebbero portare a un aumento delle restrizioni. A oggi solo il comune di Castrezzato  – con gli altri comuni lombardi di Bollate, Mede e Viggiù – è zona rossa. Potrebbe estendersi a tutta la provincia? “Non spetta a noi fare le analisi, ci sono i Cts nazionali e regionali per dirci qual è la situazione, non sono in grado di dirvi se siamo in zona rossa, gialla o arancione, ma i dati sono noti”. Quello che può dire Del Bono, anche dopo la conversazione con Attilio Fontana, è che “in giornata è stata mandata tutta la documentazione al Cts, e riguarda la provincia intera”, anche perché la città di Brescia “non ha condizioni di particolare criticità, non ci sono focolai specifici”. Però, “non so dirvi tra quanto il Cts deciderà, se è questione di giorni o ore, ma immagino quanto prima”.

Secondo il sindaco, il vero problema sono le vaccinazioni. “Stiamo andando troppo piano, mi aspetto un’accelerazione e mi concentrerei sull’organizzazione della macchina, non siamo al 100% e i Comuni sono a disposizione. Usciremo da questa situazione solo con una massiva campagna vaccinale”.

Del Bono sta anche pensando, se necessario, di vietare la vendita di alcolici in città se questo dovesse servire a fermare gli assembramenti.

Parla anche il vescovo di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada: “Siamo preoccupati, inutile nasconderlo. Ci stiamo chiedendo perché abbiamo questi numeri in un momento in cui tutti sentiamo il bisogno di tornare a una vita normale. A causa delle varianti e al numero di contagi che comportano ci troviamo ad affrontare questa situazione. Mi stupisce che i contagi siano così alti dopo la dura esperienza della prima ondata. Brescia non ha abbassato la guardia”, continua. E conclude: “Mi appello al senso di responsabilità e all’autodisciplina di tutti. Ognuno si ricordi che i suoi comportamenti hanno effetti sociali. Ci si aiuti ad esercitare il senso di responsabilità”.

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