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Coronavirus, il bollettino di oggi 13 marzo in Lombardia: 5.809 nuovi casi e 66 morti, positività al 9,8%

Nelle ultime 24 ore in Lombardia si sono registrati 5.809 casi di coronavirus su 59.378 tamponi processati, per un tasso di positività del 9,8%. Le vittime registrate sono 66: sale così a quota 29.159 il totale ufficiale dei morti dall’inizio della pandemia. Ieri c’erano stati 6.262 nuovi contagi (per un tasso di positività del 10,4%) e 89 morti.

I pazienti in terapia intensiva sono 694, 25 più di ieri, e negli altri reparti sono 6068, 159 più di ieri. I guariti e i dimessi sono 3.975 in più di ieri.

Coronavirus in Lombardia, il bollettino del 13 marzo a Milano e nelle altre province

I nuovi positivi nelle province:

Milano 1.426 

Bergamo 438

Brescia 869

Como 378

Cremona 332

Lecco 246

Lodi 84

Mantova 326

Monza e Brianza 750

Pavia 421

Sondrio 90

Varese 349

Coronavirus, il sindaco di Brescia Del Bono scrive a Draghi

In provincia di Brescia, dove ogni giorno ci sono più di mille contagi da Covid19, le cose non stanno andando come dovrebbero secondo il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, che ieri ha annunciato che scriverà al premier Mario Draghi per avere più vaccini. Negli ospedali, “abbiamo le terapie intensive occupate al 90%, molto più di ciò che viene considerato la soglia critica, e complessivamente nella provincia di Brescia ci sono circa 1.400 ricoverati”, che equivalgono a circa un quarto dei ricoveri della Lombardia intera, ha spiegato all’AdnKronos. Le vaccinazioni, intanto, vanno a rilento: in provincia di Brescia, Guido Bertolaso aveva iniziato a vaccinare la popolazione di alcuni Comuni al confine con la bergamasca, ma “il problema riguarda tutta la provincia di Brescia, non ci sono dati molto difformi: siamo dai 550 ai 580 casi ogni 100mila abitanti, più del doppio di quello viene definito il parametro per entrare in zona rossa. E l’andamento delle vaccinazioni è molto lento, anche probabilmente per mancanza di approvvigionamento”, sottolinea il sindaco. In una città come Brescia, con 200mila abitanti, “credo che i vaccinati non arrivino a 10mila, e sugli anziani siamo molto indietro. Gli over 80 vaccinati sono il 23% circa. La mia riflessione non è supponente, ma è la fotografia di una situazione: tra gli elementi da valutare c’è la velocità con cui il contagio si diffonde e qui quest’ondata è più aggressiva che in altri territori italiani”.

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