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Cosa sta succedendo in Tunisia

Foto di repertorio Ansa

Redazione 26 luglio 2021 11:23

Caos in Tunisia, dove dopo una giornata contrassegnata da scontri e proteste in tutto il Paese, il presidente Kais Saied ha annunciato la sospensione del parlamento e le dimissioni del primo ministro Hicham Mechici. A dare la notizia attraverso un video condiviso sulla pagina social ufficiale della presidenza tunisina al termine di una riunione di emergenza presieduta dallo stesso Saied e aperta ai responsabili della sicurezza. Il presidente tunisino ha disposto che guiderà temporaneamente il governo fino alla nomina del nuovo premier ed ha annunciato di aver tolto l’immunità a tutti i membri del parlamento.

Tunisia, il presidente Saied sospende il parlamento

Le decisioni sono arrivate al termine di una giornata di manifestazioni contro l’esecutivo di Mechici e contro il parlamento presieduto da Rached Ghannouchi, leader del partito Ennahdha. Nella capitale Tunisi, centinaia di persone si sono radunate vicino al sede del parlamento nel distretto di Bardo, scandendo slogan di critica al governo e manifestando insoddisfazione per la situazione politica.

I manifestanti hanno anche chiesto il perseguimento dei responsabili del deterioramento della situazione sanitaria, sociale ed economica in Tunisia. Sui social network è stato documentato l’assalto alla sede del partito di Ennahda nella provincia sud-occidentale di Tozeur. Nella provincia centrale di Kairouan, scontri tra manifestanti e sostenitori di Ennahda sono stati riportati dai media locali.

Ancora scontri in Tunisia

Intanto proseguono i disordini in diverse zone del Paese. Le proteste stanno andando avanti  davanti alla sede dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo a Tunisi. Secondo i media locali ci sono  scontri tra “cittadini e membri del movimento Ennahda e della coalizione Al Karama” con alcuni feriti a causa del lancio di pietre. I sostenitori di  Ennahda avrebbero preso d’assalto la sede del parlamento.

Il presidente del parlamento: ”È un colpo di stato”

“Un colpo di stato contro la rivoluzione e la Costituzione”. Il leader di Ennahda e capo del Parlamento tunisino, Rached Ghannouchi, ha bollato così le decisioni del presidente tunisino Kais Saied che ieri, dopo una riunione con i vertici militari e della sicurezza, ha annunciato la sospensione dei lavori del Parlamento, la revoca dell’immunità dei deputati e ha imposto le dimissioni al premier Hichem Mechichi. Ghannouchi, secondo il sito di notizie TunisieNumerique, ha tentato nelle scorse ore, insieme ad alcuni deputati, di entrare nella sede del Parlamento circondata dai militari. A dieci anni dalla Rivoluzione dei Gelsomini del 2011, il movimento islamico, aggiunge il sito, ha fatto appello ai suoi sostenitori a radunarsi nella zona per “proteggere la rivoluzione e la volontà del popolo”. “È un golpe contro la legittimità, la Costituzione, l’Assemblea dei rappresentanti del popolo, il governo, le istituzioni”, ha detto Ghannouchi, denunciando una decisione presa “senza nessuna consultazione. È un tentativo di monopolizzare il potere”.

Saied: ”Decisioni prese per salvare Tunisi e il Paese”

”Sono decisioni prese nel rispetto della Costituzione. Non è un colpo di stato”: il presidente tunisino, Kais Saied, ha spiegato così in un discorso televisivo nelle ultime ore le mosse decise ieri quando, dopo una riunione con i vertici militari e della sicurezza, ha sospeso i lavori del Parlamento, revocato l’immunità dei deputati e imposto le dimissioni al premier Hichem Mechichi. “Ho deciso di assumere il potere esecutivo con l’aiuto di un capo di governo che nominerò io stesso – ha detto – Secondo la Costituzione ho adottato le decisioni richieste dalla situazione per salvare Tunisi, lo Stato e il popolo tunisino”.

La Costituzione tunisina non consente lo scioglimento del Parlamento, ma la sospensione delle funzioni per un periodo di 30 giorni, a cui ha fatto riferimento il presidente, secondo il sito Business News. Intorno alla mezzanotte ora locale Radio Mosaique Fm ha riferito di militari dispiegati davanti alla sede del Parlamento e della tv di Stato. Il presidente non ha escluso l’adozione di altre misure e nel suo discorso ha detto di non volere spargimenti di sangue, passati dieci anni dalla Rivoluzione dei Gelsomini. “Chi punta un’arma diversa da quella della legittimità troverà un’arma, ma non voglio una sola goccia di sangue – ha detto – Quello che è accaduto non è stato un colpo di stato”. Per il leader di Ennahda e capo del Parlamento tunisino, Rached Ghannouchi, si è invece trattato di “un colpo di stato contro la rivoluzione e la Costituzione”.

E il movimento, secondo altri media, ha invitato la popolazione a “combatterlo”. Saied – che non ha escluso altre misure – assumerà anche la carica di Procuratore generale. L’annuncio del presidente, eletto nel 2019, è arrivato dopo che ieri centinaia di persone si erano radunate nelle principali città della Tunisia per contestare il governo e la gestione della crisi economica, aggravata dalla nuova ondata di contagi da coronavirus.

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