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Così Sala coccola gli antagonisti: 28 edifici “okkupati”

16 Luglio 2021 – 13:59

5 edifici su 28 occupati dai centri sociali a Milano sono di proprietà del Comune: la Lega denuncia l’immobilismo di Palazzo Marino

Così Sala coccola gli antagonisti: 28 edifici

La sinistra milanese non ha mai agito veramente contro i gruppi antagonisti che occupano i palazzi dismessi della città. Il suo atteggiamento è tradizionalmente permissivo nei loro confronti, anche perché rappresentano un ampio bacino di voti, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative per il rinnovo della giunta di Palazzo Marino. E infatti da quelle parti regna assoluto silenzio sulla vicenda e non si registrano azioni o, per lo meno, l’intenzione di agire per ristabilire l’ordine e chiudere gli squat di Milano

Silvia Sardone, consigliere comunale d’opposizione in forza leghista a Palazzo Marino, ha recentemente esposto un’interrogazione per avere l’esatta contezza del numero di edifici e palazzi occupati a Milano dai centri sociali. “Sono 28 gli immobili occupati abusivamente dai vari gruppi antagonisti presenti in città e coccolati dalla sinistra. Spazi che vengono sottratti ai milanesi per essere usati da centri sociali e anarchici per fare affari in nero, accogliere clandestini e pianificare scontri con le forze dell’ordine“, ha dichiarato Silvia Sardone in una nota.

Il consigliere della Lega, quindi, è entrato nello specifico: “In cinque casi si tratta di edifici di proprietà del Comune, come quello di via Esterle requisito dalla rete Noi ci siamo che ospita immigrati irregolari, il Macao di viale Molise, il Tempio del Futuro Perduto di via Nono, il Lume di via Veneto e il Cox 18 di via Conchetta“. Silvia Sardone si chiede come mai la giunta comunale non agisca per riprendersi i suoi spazi: “C’è qualche accordo non scritto con questi delinquenti di professione? Capiamo le vicinanze ideologiche ma ricordiamo alla giunta che le occupazioni abusive sono reati previsti dal codice penale“.

Dietro le presunte intenzioni culturali non è raro che si nascondano intenti illeciti, come ricorda Silvia Sardone: “Tra i centri sociali milanesi troviamo sigle con precedenti poco edificanti, vedi il Cantiere, il Cuore in Gola, il Caab Barona, solo per citarne alcune. Realtà che sono sempre in prima linea nelle manifestazioni di piazza, feroci oppositori degli sgomberi nelle case popolari, non così lontani dal racket degli alloggi occupati come emerso da diverse inchieste“.

Un comportamento mai davvero stigmatizzato, come dimostra quanto accaduto nella prima fase della pandemia, quando “il Comune di Milano li aveva pure legittimati“, consegnando loro “pettorine col logo ufficiale dell’ente per fare consegne di cibo e farmaci che venivano stoccati in luoghi occupati“. Silvia Sardone, quindi, chiude: “Stiano sereni i figli di papà che giocano a fare la rivoluzione, perché presto cambierà aria e i loro abusi finalmente avranno fine“.

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