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“Covid, il governo Conte ha ingannato l’Oms”. L’inchiesta del Guardian e il documento che inchioda l’Italia

Tre settimane prima che venisse confermato il caso del paziente 1 di Codogno, l’Italia avrebbe trasmesso delle comunicazioni false ingannando l’Oms. Questo quanto viene riportato sul Guardian. 

Il 4 febbraio del 2020, secondo la testata inglese, con un rapporto di auovalutazione sullo stato di preparazione per rispondere a un’emergenza sanitaria pubblica, l’autore del documento avrebbe collocato e quindi dichiarato l’Italia al quinto livello, ovvero il più alto. 

Essere posizionati al quinto livello significa che il “meccanismo di coordinamento della risposta alle emergenze del settore sanitario e il sistema di gestione degli incidenti collegato a un centro operativo nazionale di emergenza sono stati testati e aggiornati regolarmente”.

Ma oramai è ben noto il fatto che lo scorso anno il piano pandemico non risultava aggiornato dal 2006, “fattore che potrebbe aver contribuito ad almeno 10mila morti di Covid-19 durante la prima ondata e che è un elemento chiave nell’inchiesta della Procura di Bergamo sui presunti errori da parte delle autorità”, si legge sul Guardian. Quando invece, stando alle linee guida dettate dall’Oms, il piano pandemico avrebbe dovuto essere aggiornato nel 2013 e nel 2018. Non una, e già quello sarebbe una mancanza inaccettabile, ma ben due volte. Inoltre, l’Italia ha comunicato il falso.

Ben 60 risposte su 70 di quelle che  sono state date con il report di autovalutazione, sono state giudicate “infondate”, riferisce sempre il Guardian. Insomma siamo stati bugiardi nella maggior parte dei casi. Il generale dell’esercito in pensione, Pier Paolo Lunelli, ha fatto un’analisi del report e ha commentato: “Abbiamo mentito sostenendo che eravamo pronti, dichiarando di avere capacità che, alla luce dei fatti, non avevamo”.

Il documento che inchioda l’Italia è stato consegnato alla Procura “come ulteriore prova” per supportare l’azione civile avviata dalle famiglie delle vittime di Covid a dicembre per negligenza nella gestione. La Procura ha ascoltato l’ex premier Giuseppe Conte, i ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Interno Luciana Lamorgese, il governatore lombardo Attilio Fontana e Giuseppe Ruocco, attuale segretario generale del ministero della Salute.















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