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Covid: immunità entro l’estate, il Governo spinge sui vaccini

Vaccino anti Covid - Foto Ansa  © www.giornaledibrescia.it

Vaccino anti Covid – Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Le dosi di vaccino continuano ad arrivare in Italia e l’obiettivo di mezzo milione di inoculazioni al mese non appare più un miraggio ma una concreta possibilità per l’Italia. Mercoledì sono state raggiunte le 350 mila vaccinazioni in 24 ore, secondo miglior risultato da quando è cominciata la campagna (meglio è stato fatto solo il 16 aprile con 371 mila vaccinazioni).

Risultati che fanno ben sperare, dunque, e che portano il governo ad accelerare per raggiungere l’obiettivo, ribadito dalla maggioranza nella risoluzione sul Def al Senato, dell’immunità entro l’estate. Nel documento si chiede anche la «sospensione temporanea dei brevetti e della proprietà intellettuale dei vaccini». Nel frattempo la Commissione Europea ha deciso di avviare azioni legali nei confronti di AstraZeneca per il mancato rispetto delle forniture previste dal contratto, e di cui è rimasta vittima anche l’Italia stessa.

Una decisione ufficializzata dal ministro della sanità irlandese, Stephen Donnelly, che ha parlato di «completo fallimento» dell’azienda farmaceutica anglo-svedese rispetto agli impegni presi per «aprile, maggio e giugno». Reithera conferma di essere pronta per la produzione del vaccino in Italia, il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo annuncia l’arrivo a maggio di oltre 15 milioni di dosi e di altre 380 mila entro fine aprile da Johnson&Johnson. «La campagna va avanti – ha detto durante la visita nella sua Basilicata -, procede in maniera regolare». Respinge le critiche sulla presunta lentezza della campagna vaccinale il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. «Sono d’accordo nel dire che la campagna vaccinale è partita male – ammette -, ma sta recuperando quello che all’inizio non è stato fatto come doveva esser fatto».

Ad oggi, in Italia, sono stati superati i 16 milioni di somministrazioni, con 4,7 milioni di italiani che hanno concluso il ciclo vaccinale ricevendo la seconda dose. Le Regioni hanno ancora 3,5 milioni di dosi disponibili per la somministrazione anche se in Puglia, dove oggi sono arrivate le prime 12 mila monodosi J&J, monta la protesta. A Bari i medici di base lamentano «poche dosi e caos» annunciando per sabato prossimo una manifestazione online in cui pubblicheranno i dati in loro possesso.

«I target sono quelli fissati: io ho molto battuto con le Regioni per il rispetto dei target perché bisogna andare in maniera costante e continua in modo tale da incrociare sempre le capacità vaccinali con il numero di dosi in arrivo», sono state le parole di Figliuolo che ha comunque aperto alle vaccinazioni nelle aziende. «Le imprese devono aspettare – ha detto durante la visita lucana insieme con il Capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio – però siamo vicini. Se voi mi chiedete il giorno, vi dico che sto facendo gli incroci delle curve e quindi li sto studiando. Poi ci sarà una decisione che verrà presa a livello nazionale e chiaramente coinvolgerà il presidente del Consiglio». Il protocollo «è pronto», ha spiegato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. «Non appena le Regioni disporranno dei quantitativi necessari – ha aggiunto – si potrà utilizzare questo canale alternativo rispetto alla sanità territoriale».

La campagna vaccinale dunque procede piuttosto spedita e in molte regioni continuano ad aprire hub per l’inoculazione. Ultimi preparativi oggi alla mega-struttura del Palazzo delle Scintille a Milano, mentre domani Roma aprirà l’ennesimo centro alla Vela di Calatrava. Dal 29 aprile, poi, i torinesi potranno vaccinarsi nel primo museo ad essersi convertito in polo sanitario, quello di Arte Contemporanea nel Castello di Rivoli.

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