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Covid, la Lombardia teme l’effetto variante Delta

Tamponi - © www.giornaledibrescia.it

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L’epidemia di Covid-19 in Italia mostra i segni di una crescita esponenziale, alimentata dall’aumento dei contatti tipico della stagione estiva e dalla diffusione della variante Delta. È una situazione diversa rispetto a quella del luglio 2020, quando la percentuale di positivi ai test molecolari era un quarto rispetto a quella attuale e i ricoveri nelle terapie intensive erano meno della metà, indicano i calcoli del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Piconè del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). 

È stata la settimana in cui, anche in Lombardia, si è registrata un’inversione di tendenza sui dati relativi alla pandemia da Covid-19. In particolare l’11 luglio scorso, quando il tasso di positività è salito dallo 0,6% allo 0.9%. Oggi è all’1,1%.

Per fortuna gli altri dati, tra ricoveri e decessi (oggi due morti), destano meno preoccupazioni. Per questo, già il 13 luglio scorso, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha sottolineato che «è necessario procedere ad una rivalutazione dei parametri dell’indice Rt».

«Se è vero quello che sta succedendo, cioè che anche di fronte all’aumento degli indici di contagio, c’è una riduzione o un non aumento dell’ospedalizzazione, sia nei reparti ordinari che in quelli di terapia intensiva – ha detto il governatore – forse andranno rivalutati questi parametri». Il timore, ovviamente, è che si ritorni alle chiusure e alla zona gialla, uno stop che incrinerebbe non poco gli sforzi prodotti per sostenere la ripresa dell’economia lombarda. Proprio per scongiurare nuovi stop, prosegue a un ritmo intenso la campagna vaccinale.

«La Lombardia è prima per dosi somministrate ogni 100mila abitanti, ben al di sopra della media nazionale» ha detto la vicepresidente Letizia Moratti. Il suo assessorato, quello al Welfare, ha tra l’altro reso noto che da oggi potranno essere vaccinati i turisti che trascorrono un periodo di almeno 15 giorni giorni in Lombardia. Inoltre, dal 22 al 31 luglio, per i milanesi con più di 60 anni in ciascuno dei nove Municipi saranno disponibili delle unità mobili «per consentire loro di accedere senza prenotarsi alla vaccinazione anti-Covid-19, e solo con tessera sanitaria e codice fiscale». A complicare i piani della Regione, come del resto d’Italia e del mondo, è naturalmente la variante Delta, molto più contagiosa. Ieri è stato reso noto che è stata riscontrata nel 47% dei lombardi risultati positivi.

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