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Un giovane Matteo Renzi a fianco di Mike Bongiorno alla “Ruota della fortuna”

Crisi di governo in Italia. Con il presidente del Consiglio dimissionario e in bilico. Diversi lettori ci hanno chiesto un commento, che esula dai temi usuali, da cui la seguente nota.

Premessa necessaria, per chi non è uso alla politica: la politica è l’arte del possibile; in altre parole le sue dinamiche si fondano su quel che c’è. Realismo che può evitare delusioni.

La crisi esoterica

L’attuale crisi nasce da uno sgambetto di Matteo Renzi, come si sa. Poco o nulla si sa del perché dell’iniziativa, sia tra quanti si sono indignati per un gesto considerato improvvido in tempo di crisi, sia tra quanti hanno tirato un sospiro di sollievo per un accidente che potrebbe aprire le porte a un governo altro da quello attuale, ritenuto incapace.

Iniziativa esoterica quella del pur simpatico parolaio toscano, il quale sa bene che un’eventuale elezione destina il suo movimento a percentuali da prefisso telefonico.

Ma egli è poliedrico e sa vendere bene. Ha i suoi tanti e inspiegabili rapporti internazionali, vinti alla Ruota della Fortuna (quiz al quale ha partecipato), che gli assicurano un futuro roseo.

Nel febbraio scorso fu resa nota la sua bizzarra vacanza sul Tibet pakistano con il redivivo José Maria Aznar, la principessa Beatrice di York e il premier pachistano Imran Khan, con corollario di funzionari di intelligence.

Alcuni giorni fa, in piena crisi, è volato a Riad per una conferenza. E sembra che con i sauditi abbia un bel rapporto, tale da garantirgli lauti guadagni.

Si ricordi poi l’endorsement che fece, al tempo, Tony Blair al suo governo, quando il politico britannico, che affiancò Bush nella guerra del Golfo, lo dipinse come il politico più brillante d’Europa, con feeling mai interrotto.

Tecnofinanza trionfante

Insomma, Matteo ha le sue reti e i suoi conti a Protezione. Resta, però, la domanda del perché abbia preso l’iniziativa improvvisa, che ricorda quella dell’altro Matteo, a capo della Lega, quando senza alcuna ragione cogente chiuse il governo gialloverde.

Iniziative simili, e forse simili suggeritori, stante il rapporto che ambedue coltivano con l’ambito che fa riferimento a Denis Verdini. E però, l’altro Matteo un motivo reale per muoversi l’aveva, dati i consensi in crescita e la potenziale vittoria in caso di voto.

Un calcolo politico del tutto legittimo, che nel caso del Matteo toscano, che al tempo lo condannò supportando il nuovo governo, non c’è.

In realtà, nelle dinamiche politiche il tempo ha un peso decisivo. E la ragione della crisi va ricercata proprio nella tempistica. In America ha vinto Biden e con lui the  masters of the universe, come li ha definiti in una nota in laude uno dei più autorevoli cronisti statunitensi, David Ignatius.

Hanno vinto la globalizzazione e la Tecnofinanza. E ciò ha avuto un subitaneo riverbero nel Bel Paese, dato che il referente dei masters di cui sopra in Italia è un noto Tecnico, allineato e coperto alle loro prospettive globalizzanti.

La Prospettiva

Tale Tecnico non nasconde le sue ambizioni per la più alta carica politica italiana, Prospettiva supportata da tanto ambito politico, finanziario e culturale nostrano.

Purtroppo per lui-loro, l’attuale Parlamento potrebbe non assecondare tale ambizione. Da cui le ambasce e la necessità di una qualche variante. Tre le possibilità.

Un’elezione che muti l’attuale assetto parlamentare che, comunque vada, sarà meno ostico alla Prospettiva.

Una crisi che lo veda a capo di un governo di unità nazionale, che salvando l’Italia dalla crisi economico-sanitaria abbia l’inevitabile conseguenza della sua incoronazione futura.

Variante subordinata, un governo di unità nazionale guidato da una figura che  assecondi la Prospettiva, con esiti analoghi alle varianti principali.

Tali sviluppi incontrano fattori ostativi. Non solo nell’attuale maggioranza, anche nelle forze di opposizione tanti diffidano delle doti taumaturgiche del Tecnico e ne temono l’ascesa al Colle, che tra l’altro toglierebbe alla Politica l’ultimo potere residuo.

Percorso e ostacoli

L’ambito che ha innescato la crisi è conscio di queste ritrosie, ma sa anche che tale  passaggio è imprescindibile dato lo sbarramento quasi ineludibile che l’attuale assetto del Parlamento pone alla Prospettiva.

Un passo per volta. Prima rimuovere l’ostacolo principale, poi affrontare e rimuovere gli altri ostacoli che via via si frapporranno nel percorso, cosa non impossibile data la Forza che supporta la Prospettiva.

La crisi di governo si gioca tutta su questo piano, che va al di là delle aspirazioni e dei disegni propri delle varie forze politiche e dei singoli politici, di governo o di opposizione.

Ovviamente, tale sotteso deve essere celato e a ciò si prestano varie narrative, pur in buona fede, che hanno parvenza di verosimiglianza che circolano su social e media.

Il Tecnico non può neppure esser sfiorato dall’accusa di essere l’unico vero beneficiario di questa crisi esoterica né il suo nome deve essere associato al simpatico parolaio toscano.

Ne verrebbe offuscata la sua immagine di salvatore della patria, con ricadute sulla Prospettiva.

Al di là degli sviluppi resta da vedere quanto tale dinamica sia chiara agli esponenti delle forze politiche e ai singoli esponenti politici, di governo e di opposizione. Purtroppo abbiamo avuto modo di constatarne diversi deficit di lungimiranza.

 

L’articolo Crisi di governo sembra essere il primo su piccole note.

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