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Dai prof agli impiegati: il piano dell’università Statale di Milano per vaccinare tutti i dipendenti: “Se ci sarà il via libera saremo pronti”

Una piattaforma interna all’università per raccogliere le adesioni al vaccino nel più grande ateneo lombardo. Una circolare inviata dal rettore della Statale, Elio Franzini, a tutto il personale: 4 mila fra docenti, ricercatori, tecnici e amministrativi, ai quali è stato chiesta la disponibilità per un test sierologico, “perché se le dosi dovessero essere contingentate – fanno sapere dall’ateneo – daremo priorità a chi non è entrato in contatto con il virus e non ha sviluppato anticorpi”.

L’Università degli Studi gioca d’anticipo sulle decisioni dall’alto che potrebbero far rientrare o meno anche il personale degli atenei nelle categorie prioritarie per la campagna di immunizzazione dal Covid, come gli insegnanti delle scuole, e mette in moto la macchina organizzativa per farsi trovare pronta se dovesse arrivare il via libera. “Nel pieno rispetto delle direttive del ministero della Salute e tenendo conto dell’ordine di priorità stabilite dalla Regione Lombardia – scrive Franzini – ritengo opportuno informarvi che l’ateneo intende garantire la vaccinazione anti Covid-19 a tutto il personale che ne sia interessato, non appena ne ricorreranno le condizioni”.

Il questionario serve dunque “per richiedere un numero di dosi commisurato al fabbisogno effettivo, quando disponibile”. Ma anche per creare una gerarchia di priorità all’interno dell’università stessa, che vede in cima i lavoratori disabili, malati cronici, persone a rischio per età o “categorie ritenute dal ministero maggiormente esposte al rischio di letalità”. Chi darà la propria disponibilità, potrà fare un test sierologico (facoltativo) il 14 marzo, “il cui esito consentirà di identificare i soggetti eventualmente già immuni e di somministrare la vaccinazione in via prioritaria a coloro che non abbiano già sviluppato gli anticorpi anti-Covid”. Con una precisazione: chi si sottopone allo screening e risulta immune, riceverà un badge che lo certifica.

Un testo che, indirettamente, spinge sulle decisioni che potrebbero arrivare a breve. Che sembra essere una sorta di segnale. “La realizzazione del piano vaccinale consentirà all’amministrazione di pianificare e organizzare, in piena sicurezza, la graduale ripresa di tutte le attività didattiche, scientifiche e amministrative – prosegue il rettore – in coerenza con le indicazioni fornite dalle competenti autorità sanitarie”.

L’università, che gode di piena autonomia, potrebbe mettere a disposizione il personale della facoltà di Medicina per vaccinare docenti, tecnici, amministrativi, bibliotecari. A dirlo è il preside, Gian Vincenzo Zuccotti, che aggiunge: “Abbiamo fatto tutto questo per non farci trovare impreparati. Chiaramente, se ci fossero vaccini per tutti non dovremmo stare qui a fare una sorta di graduatoria. Ma in caso contrario, se arrivassero con il contagocce, vale la pena di privilegiare, in ordine di tempo, chi non ha sviluppato anticorpi ed è più esposto”.

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