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DANTE. LA VISIONE DELL’ARTE

Ci sono Cimabue, Giotto, Beato Angelico, Michelangelo, Tintoretto, Canova, Andrea del Castagno, autore di una delle primissime raffigurazioni del ritratto del  Sommo Poeta; fino ad arrivare ai preraffaeliti, ai macchiaioli ed al Novecento, con Galileo Chini, Plinio Nomellini, Felice Casorati, Lucio Fontana, Pablo Picasso. Più che una mostra, Dante. La visione dell’arte, è un vero e proprio girone monstre, affollato di capolavori, oltre che un viaggio nella storia dell’arte tra Medioevo ed età contemporanea, forte di una selezione di trecento opere dal Duecento al Novecento, tra dipinti, sculture, disegni, illustrazioni e manoscritti.

Franz Von Stuck Lucifero (1889-1890). Sofia, Galleria Nazionale

L’esposizione, visitabile a Forlì, nei Musei San Domenico dal 30 aprile all’11 luglio 2021 è organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dalle Gallerie degli Uffizi, nell’ambito delle celebrazioni per l’Alighieri promosse dal Ministero della Cultura: il suo ambizioso obiettivo è raccontare a tutto tondo la figura del padre della Divina Commedia, nel settimo centenario della sua morte. Frutto di un importante sodalizio tra i due enti, l’esposizione non è solo occasione per dare corpo all’anniversario dantesco: nel momento difficile che il mondo intero sta vivendo, intende rappresentare anche un simbolo di riscatto e di rinascita non solo del nostro Paese, ma del mondo dell’arte e dello spirito di cultura e civiltà che essa rappresenta.

Il progetto nasce da un’idea di Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, e di Gianfranco Brunelli, Direttore delle grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Con loro, curatori della mostra sono il Professor Antonio Paolucci e il Professor Fernando Mazzocca, coadiuvati da un prestigioso comitato scientifico.

La scelta di Forlì come scenario dell’esposizione è parte di una strategia di valorizzazione di un luogo e di un territorio che non costituisce solo un ponte naturale tra Toscana ed Emilia-Romagna. Forlì è città dantesca. A Forlì Dante trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, presso gli Ordelaffi, signori ghibellini della città. A Forlì fece ritorno, occasionalmente, anche in seguito.

 

La mostra

Alessandro D’Este, Busto di Dante (1813). Roma, Musei Capitolini, Protomoteca Capitolina (Photo credits Fabio Blaco)

Le sale del San Domenico ospitano circa 300 opere tra le più significative dal Duecento al Novecento, suddivise in 18 sezioni, in un percorso museale che comprende pittura, scultura, disegni e incisioni, manoscritti, edizioni rare. Per la prima volta, l’intimo rapporto tra Dante e l’arte viene interamente analizzato e ricostruito, presentando gli artisti che si sono cimentati nella grande sfida di rendere in immagini la potenza visionaria di Dante, delle sue opere e in particolare della Divina Commedia, o hanno trattato tematiche simili a quelle dantesche, o ancora hanno tratto da lui episodi o personaggi singoli, sganciandoli dall’intera vicenda e facendoli vivere in sé.

Con uno stile magniloquente e antologico, l’esposizione conduce il visitatore alla scoperta della crescente fama di Dante attraverso i secoli. Dalla fortuna al mito.

 

La sinergia con le Gallerie degli Uffizi

Nicola Monti, L’incontro di Paolo e Francesca (1810). Firenze, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, Galleria d’arte Moderna e Victor Prouvé, Il secondo cerchio. I lussuriosi (1889). Nancy, Muse_́e des Beaux-Arts

Circa cinquanta tra dipinti, sculture e disegni le opere che le Gallerie degli Uffizi, co-organizzatrici del grande evento espositivo, hanno messo a disposizione di Dante. La visione dell’arte. Tra queste, da segnalare, proprio il recentemente restaurato affresco di Dante di Andrea del Castagno, ‘ringiovanito’ dall’intervento di recupero dell’Opificio delle Pietre dure; le evocative illustrazioni della Divina Commedia del pittore fiorentino del Cinquecento Federico Zuccari; il ‘cinematografico’ Francesca da Rimini nell’Inferno Dantesco del pittore romantico Nicola Monti, acquistato dal museo fiorentino appena lo scorso anno, in occasione del primo Dantedi (25 marzo).

Non solo gli Uffizi, però, hanno aperto i loro ‘scrigni danteschi’ per la mostra, ma prestiti importanti sono arrivati anche dall’Ermitage di San Pietroburgo, dalla Walker Art Gallery di Liverpool, dalla National Gallery di Sofia, dalla Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, dal Museum of Art di Toledo, dal Musée des Beaux- Art di Nancy, di Tours, di Anger; e poi dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalla Galleria Borghese, dai Musei Vaticani e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, dalla Biblioteca Medicea Laurenziana, dal Museo di Capodimonte, dal Musée d’Orsay, dai Musei Capitolini, dal Museo Archeologico di Napoli. Musei e biblioteche di 30 città italiane hanno prestato le loro opere, in uno sforzo che potremmo definire nazionale.

 

Dante: dalla fortuna al mito

Andrea Del Castagno (Andrea Di Bartolo Di Bargilla) Dante Alighieri (dal Ciclo degli uomini e donne illustri), 1450 circa e Giovanni Boccaccio (dal Ciclo degli uomini e donne illustri), 1450 circa Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture (photo credits Fabio Blaco)

Dopo l’apertura con in Giudizi universali, la mostra affronta la prima fortuna critica del Poeta. Questa parte è raccontata attraverso i manoscritti e le prime edizioni a stampa della Commedia e alcuni dei più importanti Codici miniati del XIV e XV secolo. Apposite sezioni sono dedicate alla sua fama nella stagione rinascimentale, alla riscoperta neoclassica e preromantica del suo genio, alle interpretazioni romantiche e Novecentesche della sua opera ed eredità. Dante e la riscoperta del Medioevo, dai Nazareni ai Macchiaioli; il culto civile dal Risorgimento alla Prima Guerra Mondiale; la grafica e le edizioni a stampa tra la fine del Settecento e il Novecento.

 

Diventare Dante

Henry James Holiday, Dante Alighieri (1875 circa). Collezione privata c/o Christie’s

Un capitolo particolare è dedicato al rapporto tra Dante e l’antico e tra Dante e il suo tempo. Dai busti dei riferimenti classici di Dante, da Cicerone a Seneca a Omero, a Platone e Aristotele, fino al racconto della politica al tempo di Dante con il confronto scontro tra Comuni Chiesa e Impero. Chiude questa parte il riferimento alla poetica della Vita Nova e alla figura di Beatrice, che il Poeta eleva a emblema del rinnovamento dell’arte e delle sue stesse positive passioni. Sono esposte qui opere di Henry James Holiday e Dante Gabriel Rossetti.

 

Di canto in canto. Rappresentazioni della Commedia

Tintoretto (Domenico Robusti) Il paradiso (1588-1592). Collezione Intesa Sanpaolo (in comodato presso Fondazione Querini Stampalia, Venezia)

Tra i protagonisti della mostra ci sono anche le molteplici raffigurazioni che alcuni tra i più grandi artisti hanno offerto nel corso della storia della narrazione dantesca dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.

Sarà l’Ottocento con l’esaltante riscoperta romantica della Commedia, ad offrire una nuova lettura del poema, in particolare dell’Inferno, visto come uno straordinario repertorio di temi sublimi dove emergono personaggi come Paolo e Francesca e il Conte Ugolino, Farinata e Pia de’ Tolomei, destinati a diventare universali e a entrare nell’immaginario collettivo sostituendo l’antica mitologia. Compaiono qui capolavori di Ary Scheffer, Frédéric-Auguste Bartholdi, Mosè Bianchi, Victor Prouvé, Gaetano Previati, Pierino da Vinci, Nicola Monti, Vitale Sala, Domenico Morelli, Fedi Cassioli, Albert Maignan, Camille Boiry, Gioacchino Assereto, Vincenzo Gemito, Henry de Groux, Franz von Stuck, Carlo Fontana.

Il percorso si conclude con capolavori ispirati, nella loro composizione, al XXXIII canto del Paradiso come la visione del Paradiso di Tintoretto, la Preghiera di San Bernardo di Luca Signorelli, Madonna con Bambino di Matteo di Giovanni, la Vergine consolatrice di William-Adolphe Bouguereau e la Trinità di Lorenzo Lotto.

 

 

Dante

La visione dell’arte

 

30 aprile/11 luglio 2021

 

a cura di Antonio Paolucci e Fernando Mazzocca

ideata e promossa da Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Gallerie degli Uffizi e Comune di Forlì

 

Musei San Domenico

Piazza Guido da Montefeltro 12

Forlì

 

informazioni e prenotazioni mostra 199.151134

riservato gruppi e scuole 0543.36217

mostraforli@civita.it

 

open

lunedì/venerdì 9:30/19:00

sabato, domenica, giorni festivi 9:30/20:00

 

mostradante.it

 

Cover: Henry James Holiday, Dante Alighieri (1875 circa). Collezione privata c/o Christie’s (dettaglio)

 

L’articolo DANTE. LA VISIONE DELL’ARTE proviene da James Magazine – High Things, tra Bellezza, Arte e Champagne. Autore: Redazione James

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