“dcms”,-misure-drastiche-nei-confronti-dello-streaming-musicale

“DCMS”, misure drastiche nei confronti dello streaming musicale

Annunciata da parte del comitato “DCMS” misure restrittive e l’intervento dell’antitrust nei confronti dello streaming musicale. Sotto il mirino anche Youtube.

“DCMS”, azzeramento dello streaming musicale

Il comitato britanni del “DCMS” (Department for Digital, Culture, Media and Sport) già lo scorso anno ha avviato un’inchiesta, convocando i maggiori discografici del Regno Unito, riguardo il tema dello streaming musicale. “Lo streaming musicale deve essere completamente azzerato” – questa la conclusione del rapporto. Dal rapporto completo emergono però quattro principali raccomandazioni: un’equa remunerazione per i redditi da streaming sul modello del broadcast; l’acquisizione di un’indagine antitrust; una normativa che garantisca il diritto agli artisti di rientrare in possesso delle proprie opere dopo 20 anni. Per finire una quota superiore delle royalties da streaming, appannaggio di autori ed editori.

L’azione svolta dal DCMS si concentra infatti in particolar modo sull’iniqua distribuzione da parte delle aziende di musica registrata. Mentre alle Spotify o YouTube di turno spetta il 55% dei ricavi da streaming; autori, editori ed esecutori si trovano a spartirsi solo il 10%. Non manca di sottolineare però i benefici ottenuti dallo streaming sull’industria musicale. “Ha indubbiamente contribuito a salvare l’industria musicale dopo due decenni di pirateria digitale” – queste le dichiarazioni del comitato britannico. Da rivederne il modello.

Annagrazia Marchionni

Seguici su

Facebook, Instagram, Metrò

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *