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Ddl Zan, il punto non è Fedez: c’è gente per cui quelli come me andrebbero messi nei forni

di Margherita Cavallaro

So che una delle brucianti domande che continuate a farvi è perché non ho ancora scritto nulla sul ddl Zan. Il fatto è che ho cominciato questo blog tante volte e ogni volta che cominciavo qualcosa di nuovo succedeva. Avevo deciso prima di porre un limite e scrivere sulla Mussolini, poi ci si è messo Povia e pensavo che finalmente quello sarebbe stato l’argomento definitivo.

Non essendo però questa la mia occupazione principale, la vita si è messa di traverso e prima che potessi finire, Boom! Primo Maggio. Una cosa troppo succosa per non parlarne, questa volta davvero.

Il fatto che ho trovato interessante è che la conversazione è molto presto deviata su Fedez, la Rai, la censura, la telefonata, etc. Parliamo chiaro: tutto questo è terribile e vergognoso, antidemocratico, mi ricorda la censura fascista. Quello di cui adesso però si sta principalmente parlando è questa sorta di sceneggiata all’italiana fatta di svergognamenti, accuse di prendere chiamate fuori contesto, accuse di omofobia ripescando pezzi di canzone di 10 anni fa, accuse di prendere quelle frasi ancora di più cose fuori contesto… un circo come quelli che piacciono a noi insomma. Non mi sorprenderei troppo se Maria nazionale cercasse di organizzare uno speciale di C’è Posta per Te a questo punto. Fedez, vuoi aprire la busta? Mentre tra il pubblico Simone Pillon piange e il posto di Salvini è vuoto perché è scappato a mangiarsi tutto il catering e a mettere le foto su Facebook mentre scappa con la bocca sporca inseguito dalla security.

Ecco, in tutto questo quello che è stato sommerso dal marasma di dramma è che ci sono dei politici in carica che hanno detto cose come che io (e tutti quelli come me) dovrei essere messa in un forno, che sono un abominio, una tragedia per l’umanità, che i miei diritti porterebbero all’estinzione della razza (si sa che ogni volta che una coppia gay si sposa dieci coppie eterosessuali diventano sterili), che apparentemente passo il mio fine settimana facendo flebo di succo omosessuale ai bambini, che non sono una priorità (ma la Superlega sì).

La cosa che vorrei sottolineare è che si sta parlando di più di Fedez e la Rai che della cosa ancora più grave, ossia che dei politici hanno detto che dovrei morire bruciata (più tutto il resto) semplicemente perché sono nata essendo sessualmente attratta da persone del mio stesso sesso. Riflettendoci, alla fine è proprio questo il problema con il ddl Zan e allo stesso tempo il motivo per cui ne abbiamo così tanto bisogno: crea più indignazione la baracca mediatica su Fedez del fatto che dei politici si auspichino che io e i cittadini come me viviamo senza diritti (e anzi se poi smettiamo di vivere ancora meglio).

È lo stesso tragico principio per cui se una ragazza viene stuprata l’attenzione viene messa sul fatto che con la sua denuncia sta rovinando la vita di un ragazzo anziché sul problema vero, ossia che è stata stuprata! Non importa se ci sono politici che ci stuprano socialmente, se facciamo presente la cosa il problema diventa che non dovremmo avere il diritto di sputtanarli.

Ripeto: la censura è un fatto gravissimo e inaccettabile, ma lo è ancora di più che ci siano dei politici che cercano di ostacolare i diritti dei cittadini solo per avere la libertà di continuare ad insultare e aggredire le minoranze. Vorrei vedere quanto ci metterebbero a far uscire una legge di tutela per i cittadini lombardi se improvvisamente si spargesse l’uso sociale di insultare serialmente e picchiare chi viene dalla Lombardia per il solo fatto che viene da lì.

Trovo sempre molto divertente come queste persone lottino contro i diritti delle minoranze per difendere la loro libertà d’espressione, ma quando qualcuno esercita la stessa libertà d’espressione per svergognarli allora magicamente la cosa non vale più.

Il ddl Zan va approvato in fretta non solo perché dobbiamo essere protetti come cittadini da continui attacchi verbali e (purtroppo) fisici, ma perché dobbiamo interiorizzare come società che le vite delle persone hanno più valore dei circhi mediatici e delle campagne elettorali, che i diritti di tutti vanno protetti, che il fatto che dei politici che non si comportino con la dignità intellettuale dovuta alla loro carica deve essere inaccettabile, che il mio diritto ad essere sicura, tutelata e protetta è più importante del loro diritto di essere stronzi.

Abbiamo bisogno del DDL Zan perché, per citare Elio e le Storie Tese, siamo stufi di persone che vorrebbero ci mettessimo una scopa in culo così gli ramazziamo la stanza e questo dev’essere più importante di un ragazzo miliardario che ha litigato con la Vicedirettrice di una rete televisiva.

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